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Meno dati per il codice di gara

Dieci click al posto di quarantadue. La richiesta del Cig, il numero di identificazione dell’appalto rilasciato dal-l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, sarà più semplice: le informazioni che il sistema informatico pretenderà dalle stazioni appaltanti saranno drasticamente ridotte per passare dalle attuali 42 a sole dieci. Ad annunciare la semplificazione – che è in fase di progettazione – è stato il presidente dell’Autorità, Giuseppe Brienza nell’audizione che si è svolta martedì alla commissione Ambiente della Camera. Brienza ha fatto il punto sull’applicazione della legge antimafia (la n. 136/2010 in vigore dal 7 settembre) che per tutti gli appalti pubblici ha abolito il contante e ha reso obbligatoria la tracciabilità dei pagamenti. La semplificazione serve a rendere più veloce l’accesso al sistema informatico (Simog): le informazioni da immettere per avere il Cig (codice identificativo gara) e quindi far partire il contratto saranno contenute in una sola schermata contro le attuali tre. Brienza ha anche annunciato l’arrivo di un carnet di Cig predeterminati da assegnare alle amministrazioni, che potranno utilizzarli subito, «prima della comunicazione all’Autorità dei dati principali che caratterizzano l’affidamento». Da quando l’Autorità è diventata uno snodo centrale con l’obbligo di richiesta del Cig per tutti gli appalti (senza distinzione di soglia) il centralino di via di Ripetta e la banca dati sono stati bersagliati di richieste: «Più di 200 quesiti al giorno» ha raccontato Brienza ai parlamentari. Con questi numeri inevitabili sono state le attese. Da qui l’idea di far partire gli appalti anche in via provvisoria con i carnet di Cig prestampati. Quanto a eventuali provvedimenti attuativi per far funzionare al meglio anche con le banche la tracciabilità, Brienza ha fatto sapere di aver trasmesso un quadro aggiornato al ministero degli Interni. «L’obbligo del Cig – ha concluso – sta portando alla luce un numero rilevante di contratti e di stazioni appaltanti finora del tutto sconosciuti all’Autorità e quindi esclusi dai controlli».

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