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Medicinali, addio ricette di carta

Addio alle ricette scritte a mano, arrivano quelle elettroniche. La Lombardia sarà la prima Regione in Italia a prescrivere farmaci e, in seguito, anche visite specialistiche online. Quindi, sparirà la ricetta “rossa”, quella cartacea e tutte le prescrizioni delle terapie viaggeranno online. Questa rivoluzione, che consentirà un controllo in tempo reale della spesa sanitaria, è prevista a partire dal primo ottobre. Da quella data, il paziente dopo aver ottenuto la prescrizione online, potrà andare in farmacia e presentando la sua tessera sanitaria elettronica potrà ottenere i farmaci senza più bisogno di presentare la ricetta. Questa innovazione che coinvolge, in prima battuta, i medici di famiglia, non li vede uniti sullo stesso fronte. Anzi la divisione è netta. Mentre la Fimmg, guidata da Fiorenzo Corti, sostiene che la Lombardia è pronta per dare il via alle ricette elettroniche perché «ha alle spalle un sistema informatico ormai rodato da anni», lo Snami che fa capo a Roberto Carlo Rossi, è molto perplesso. «Le innovazioni – dice – vanno fatte gradualmente e dopo aver verificato che tutti siano pronti. La storia dei certificati di malattia online insegna». E aggiunge: «È vero che in Lombardia l’80 per cento degli 8 mila medici di famiglia sono informatizzati e usano il computer per scrivere le ricette. Ma solo il 70 per cento è collegato al Siss, il Servizio informativo socio-sanitario, non sempre affidabile e funzionante». Rossi ricorda che all’inizio dell’anno il Siss è rimasto bloccato a Milano per due settimane e che dal 19 luglio il sistema registra forti rallentamenti. Il motivo? Rossi sostiene che il sistema si inceppa perché sono sempre più numerosi i medici che devono certificare via Internet i permessi legati alla malattia. «Se ci mettiamo tutti quanti a compilare ricette online, cosa succede? Il disastro». Su una cosa però Snami e Fimmg sono d’accordo. «Servono risorse aggiuntive – dice Fiorenzo Corti – e poi secondo noi, occorre una revisione delle convenzioni per permettere ai medici di famiglia di continuare a fare il loro lavoro, ovvero curare e visitare i pazienti. I camici bianchi non possono essere ridotti a operatori informatici della salute». E Rossi, da parte sua, ribadisce che la rivoluzione elettronica delle ricette deve prevedere anche una trattativa economica. «La regione Lombardia si vanta di essere la più virtuosa ed efficiente però intanto scarica sulle spalle dei medici molte incombenze. Il tutto senza che i medici abbiamo un compenso. Il ritornello è sempre lo stesso: mancano i soldi ma le innovazioni devono procedere». Secondo i calcoli fatti dallo Snami «un medico che lavora nella ricca Lombardia guadagna anche la metà di un collega piemontese o campano, dove le attività aggiuntive sono retribuite a parte».

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