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Manovrina: nei Comuni assunzioni con gli sponsor

Sessantotto articoli, circa cinque miliardi di risparmi nel 2018, nuove tasse per un po’ di italiani. La Finanziaria di metà anno del governo Gentiloni somiglia a quelle medicine prescritte con urgenza: prima le si prende, meglio è. Se è vero che Matteo Renzi cerca ancora le elezioni anticipate, allora meglio mettere i conti in sicurezza e nel frattempo risolvere le questioni aperte tutte in una volta. Doveva essere una «manovrina» di correzione per meno di tre miliardi dei conti di quest’anno, ora il maxi testo di questa legge omnibus è a Palazzo Chigi «per i ritocchi». Il governo promette di pubblicarla in Gazzetta entro questa settimana, non è escluso avvenga dopo il ponte del 25 aprile.

A dispetto dell’acronimo che il governo ha tentato di appiccicargli sopra (Dec, «Documento di economia e crescita») l’ultima bozza è una lunga lista di entrate. C’è l’allargamento dello split payment per i fornitori dello Stato (l’Iva verrà trattenuta alla fonte da parte di qualunque azienda pubblica o partecipata), il raddoppio della tassa sulle vincite ai giochi (dal 6 al 12 per cento per tutte le vincite sopra i 500 euro), l’aumento del prelievo per chi gestisce slot machine, il ritocco delle accise sulle sigarette (circa cento milioni), l’introduzione di una cedolare secca per chi affitta la casa per periodi brevi, leggasi Airbnb e Booking. L’aliquota è fissata al 21 per cento, ma è stabilito che chi esercita l’intermediazione (ovvero la stessa Airbnb) agisca da sostituto d’imposta trattenendo il dovuto. Se l’amministrazione fiscale ravvisa irregolarità ci potranno essere multe fino a duemila euro. Ancora: arriva una multa da 200 euro per chi non paga il biglietto sui mezzi pubblici, ci sono nuovi limiti alle compensazioni dei crediti di imposta e un taglio alla dotazione della «Visco sud» per le aziende che fanno investimenti nel Mezzogiorno…

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