Questo articolo è stato letto 0 volte

Manovra, per la Ue l’Italia è a rischio di non rispettare il Patto di Stabilità

La Commissione europea mette la modalità “attendista” verso l’Italia nel giudizio sulla legge di Bilancio, tenendo sulle corde il governo senza ancora avviare prcedure formali: la Manovra “potrebbe risultare in una deviazione significativa dall’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine”. Un rischio condiviso con altri 5 Paesi: Belgio, Cipro, Lituania, Slovenia, Finlandia. Nel 2017, l’Italia e altri dodici Paesi saranno poi oggetto di una “revisione approfondita” da parte della Commissione europea in quanto “sono stati identificati squilibri nell’analisi”. Si tratta, scrive la Commissione, “degli stessi 13 paesi che avevano squilibri nella passata edizione delle revisioni approfondite, ovvero Italia, Bulgaria, Croazia, Cipro, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia”. La revisione sarà presentata “all’inizio del 2017″.

Presentando i risultati della ricognizione europea, il vicepresidente Valdis Dombrovskis e il commissario Pierre Moscovici hanno introdotto la grande novità di una raccomandazione di “politica espansiva” per l’insieme dell’Eurozona, fissando l’obiettivo del +0,5% del Pil per l’area della moneta unica nel 2017. Moscovici ha spiegato che per la prima volta c’è una indicazione comune, come se in atto ci fosse “un ministro delle Finanze unico” per tutto il blocco dei Paesi. Quindi ha chiarito l’indicazione: “Chi ha un margine di bilancio deve spendere, chi non ha ancora raggiunto gli equilibri di bilancio deve spendersi per farlo”. I due poli sembrano essere proprio la Germania (che ha un surplus nel commercio che da tempo si chiede di riequilirare) e l’Italia. “Ogni paese deve fare la sua parte: quelli che possono, devono investire di più, quelli che hanno meno margine di bilancio devono andare avanti con le riforme e il consolidamento dei conti in maniera favorevole alla crescita”, ha sottolineato il presidente Jean-Claude Juncker nella nota di accompagnamento dei giudizi sui conti.

Fonte: La Repubblica

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>