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Manovra a 25 miliardi con il taglio del cuneo

Confindustria e sindacati fanno pressing per il taglio del cuneo fiscale, il ministro per lo Sviluppo economico Zanonato ricorda che è una questione complicata, sottolinea la necessità di una «compatibilità» con i conti pubblici e mette sul piatto anche la necessità di scongiurare l’aumento dell’Iva.

A circa un mese dalla data ultima per il varo delle legge di Stabilità (entro il 15 ottobre deve essere presentata al Parlamento e a Bruxelles), mentre il paese è appeso all’affaire Berlusconi, la questione dei conti pubblici torna in primo piano. Molte le spese: dagli interventi per rilanciare l’economiaa quelli per evitare l’aumento delle tasse. Gli uni più cari al Pd, gli altri più in sintonia con il Pdl.

I primi conteggi dei tecnici (tornati ormai tutti al lavoro dopo le brevi vacanze estive) parlano di una cifra boom: al governo servono circa 25 miliardi (di cui 3,8 per il solo 2013). Risorse sono infatti necessarie per accantonare definitivamente l’ingorgo fiscale del 2013 ed evitare di riproporlo nel 2014; per scongiurare l’aumento dei ticket sugli esami specialistici dal 1° gennaio del 2014; per intervenire sul cuneo fiscale (per imprese e lavoratori), la cassa in derogae dare corso alle spese obbligatorie.

Un menù molto pesante, anche in vista della possibile ripresa, da giocare entro in vincoli europei. Una conferma delle intenzione dell’esecutivo è giunta ieri dal premier Enrico Letta: ieri ha detto in Senato che il taglio del costo del lavoro è «il cuore delle politiche di crescita».

Sul lato del «dare» i conti sono presto fatti: ci vogliono 4,6 miliardi per l’Imu prima casa (2,3 per chiudere la partita 2013 e altrettanti per il prossimo anno in attesa dell’introduzione della nuova tassa sui servizi). Senza considerare che occorrono anche 600 milioni per alleggerire l’Imu sui capannoni industriali come chiedono con forza le associazioni imprenditoriali. La partita tasse, eredità del 2013, si completa con l’Iva: 950 milioni per quest’anno e 3,8 per il prossimo. Senza dimenticare i 2 miliardi per evitare l’aumento dei ticket nell’ambito della ridefinizione del «patto per la salute» per il triennio 2014-2016. Inoltre ci sono le solite spese obbligatorie: dalle missioni militari internazionali, alla cassa integrazione in deroga (300 milioni per quest’anno e 2 miliardi per il 2014). A queste somme, già ingenti, vanno aggiunti i 4-5 miliardi per l’operazione cuneo fiscale agendo semplicemente sull’Irap delle imprese e, naturalmente, altri 4-5 miliardi per rimpinguare le buste-paga di lavoratorie pensionati attraverso un aumento delle detrazioni Irpef.

Si arriva così i 20,7 miliardi per il 2014 e si raggiungono i 3,8 per l’anno in corso.

Non significa che la manovra 2014 peserà tanto, perché molto si potrà giocare sul piano delle risorse: nuova spending review, cessione patrimonio immobiliare e soprattutto risparmio della spesa per interessi dovuta allo spread notevolmente raffreddato quest’anno. Sperando anche nell’aiuto della possibile ripresa che porterebbe un maggior gettito nelle casse dello Stato.

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