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Manette per chi incendia rifiuti

Manette pronte a scattare ai polsi di chi incendia rifiuti, e pene severe per coloro che (all’esterno delle discariche) si disfano di un vecchio frigorifero. E il giro di vite convergerà in una «riforma organica dei reati ambientali» poiché, essendo questi ultimi di carattere «contravvenzionale», in genere accade che vengano prescritti «prima ancora che si arrivi all’individuazione dei responsabili». Un piano, quello anticipato dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ieri, per agire con durezza su un fenomeno, quello degli eco-crimini, ormai tristemente d’attualità, grazie alle rivelazioni di un pentito della camorra sullo smaltimento illecito di materiale tossico e inquinante nella cosiddetta «Terra dei fuochi», situata fra le province di Napoli e Caserta.

Nell’area campana, riferisce, sono stati compiuti «passi importanti» per le bonifiche, così come state destinate «decine di milioni di euro ai comuni», e la regione ha indirizzato finora alle operazioni di recupero una somma pari a 300 milioni; a questo proposito, bisogna fare i conti con quello che prevede il Patto di stabilità interno, i cui vincoli fanno sì che anche quando anche gli stanziamenti per intervenire ci sono, «non si possono sbloccare. Ecco perché», va avanti, bisognerà trovare una soluzione all’interno della legge di stabilità, adesso al vaglio del Parlamento. Molto, però, resta da fare sul fronte della messa in sicurezza di zone nelle quali gli abitanti segnalano da anni l’insorgenza di patologie tumorali legate all’esposizione a fattori nocivi per la salute: sulla base della «mappatura attualmente conosciuta degli interramenti fatti negli anni 90, siamo intervenuti nelle discariche abusive più pericolose. Diciamo», va avanti l’esponente governativo, che «un passo è stato fatto», e ne restano ora da compiere «altri due, o tre».

Quanto alla strategia per inasprire le pene a carico di chi commette delitti contro l’ambiente, Orlando lascia intendere che non saranno lunghi i tempi per l’approdo di un decreto legge in Consiglio dei ministri: quel che è necessario, dice, è attuare un restyling organico della materia, soprattutto per evitare che i reati «contravvenzionali» restino impuniti, finendo in prescrizione in anticipo rispetto all’accertamento dei responsabili. Nella «black list» delle azioni segnalate c’è il fenomeno (assai frequente) degli incendi di materiale di scarto di qualunque natura, perseguibile con l’arresto del responsabile. Ma costerà caro anche abbandonare un elettrodomestico fuori dai luoghi autorizzati per la raccolta dei rifiuti.

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