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Made in, Ronchi: “Vittoria per Sistema Italia”

“Il via libera del Parlamento europeo al regolamento per l’etichettatura obbligatoria delle merci di provenienza extra UE rappresenta una vittoria per il Sistema Italia e testimonia che questo Paese è ancora capace di unirsi in una battaglia importante e strategica, facendo squadra” dichiara il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi.

“Il voto di oggi (21 ottobre) è davvero pesante, il miglior viatico per superare lo scoglio del successivo pronunciamento del Consiglio europeo. Ben 525 parlamentari – grazie anche al grande lavoro fatto dalla relatrice Cristiana Muscardini e dai rappresentanti di tutte le forze politiche italiane – si sono schierati a favore di questo provvedimento, una maggioranza schiacciante di cui sarà difficile non tenere conto quando i rappresentanti dei governi dovranno esprimere la propria posizione”.

“Oggi l’aula di Strasburgo ha dimostrato di saper ascoltare la voce dell’industria manifatturiera e di non sottovalutare il diritto del cittadino ad essere correttamente informato sulla provenienza dei prodotti che entrano nel territorio dell’Unione. Si tratta di un primo passo per un’Europa che vuole rilanciarsi, investendo nell’economia reale, nella propria capacità produttiva e nella propria cultura imprenditoriale. Un’Europa che deve fare di tutto per mettere i propri prodotti nelle condizioni di competere ad armi pari con i concorrenti extra–UE, ridimensionando il fenomeno della delocalizzazione che impoverisce il nostro territorio e finisce per logorare la stessa identità dell’Europa”.

Altre informazioni

La proposta di regolamento sul “Made In” prevede la creazione di un sistema pan-europeo di etichettatura sul paese d’origine per beni importati da paesi terzi.
Come hanno spiegato i deputati della Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo, i prodotti devono sempre indicare chiaramente il paese d’origine per aiutare i consumatori a compiere una scelta informata.
Il testo è stato approvato con 525 voti a favore, 49 contrari e 44 astenuti. Ora passa all’esame del Consiglio dell’Unione Europea.

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