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Ma chi ha i conti in rosso dice addio alla deduzione Imu

Evitano il super-acconto ma perdono lo sconto sull’Imu di capannoni, negozi, uffici e magazzini. È il testacoda in cui i bilanci in rosso spingono circa un terzo delle Spa e delle Srl. Senza imponibile positivo, infatti, si vanifica la deduzione dell’imposta pagata sugli immobili strumentali concessa dal disegno di legge di stabilità all’esame del Parlamento.

Il maxiemendamento del Governo – approvato nei giorni scorsi dal Senato e ora pronto per passare alla Camera – stabilisce che per il 2013 l’Imu sugli immobili strumentali sarà deducibile dal l’Ires e dall’Irpef dovuta dalle società e dai professionisti nella misura del 30 per cento. La deduzione, poi, scenderà al 20% dall’anno prossimo. In pratica, un’impresa proprietaria di un capannone di 3mila metri quadrati (categoria D/1) con una rendita catastale di 30mila euro, considerando che molti Comuni hanno spinto l’aliquota al massimo (cioè all’1,06%), quest’anno paga di Imu fino a 21.704 euro. Ma la deduzione del 30% permetterà di scontare dalla base imponibile Ires l’anno prossimo a saldo 6.511,2 euro, mentre quella del 20% farà recuperare al l’impresa 4.340,8 euro: con un risparmio in termini di Ires, rispettivamente, di 1.791 e 1.194 euro.

La deduzione, peraltro, non investirà solo i capannoni: che appartengono al gruppo catastale D (insieme, ad esempio, a cinema, alberghi, impianti produttivi) e sono quindi i più penalizzati dall’imposta per la rivalutazione della base imponibile scattata dal 1° gennaio 2013 con l’aumento del moltiplicatore da 60 a 65. La legge di stabilità parla genericamente di «immobili strumentali» e include, quindi, anche negozi, laboratori, uffici, magazzini: insomma, tutti i fabbricati che servono a svolgere le attività produttive.

La deduzione, secondo le stime della relazione tecnica alla legge di stabilità, costerà allo Stato 237,9 milioni nel 2014 e 137,2 milioni nel 2015: l’importo diminuisce im virtù della riduzione della percentuale di deduzione. Ma la via dello sconto è sbarrata per le società in perdita. Di fatto, le Spa e le Srl con i conti in rosso non vanno alla cassa per l’Ires e risultano, quindi, incapienti per la deduzione Imu, salva la possibilità di riportare la maggiore perdita nel modello Unico degli anni a venire. E l’efficacia dello sgravio è ridotta anche per le imprese magari non in perdita, ma che hanno comunque una base imponibile troppo bassa per recuperare l’importo per intero. L’impasse non riguarda solo i contribuenti Ires. Infatti, il disegno di legge di stabilità allarga il raggio dello sconto anche alle imprese che versano l’Irpef e ai professionisti.Un’estensione che fa almeno raddoppiare la platea di chi potrebbe non beneficiare della deduzione: alle 360mila dichiarazioni Ires che hanno registrato una perdita in base alle statistiche fiscali riferite ai redditi del 2011 (le ultime diffuse dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia), si aggiungerebbero altre 355mila dichiarazioni delle persone fisiche e delle società di persone che segnano rosso.

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