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Lo straniero non può votare

MILANO – Il riconoscimento dell’elettorato attivo e passivo agli apolidi e agli stranieri, anche se legalmente soggiornanti in Italia, è incompatibile con la Costituzione. Il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano ha annullato per decreto (13 agosto 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 244 di ieri) lo statuto del comune di Caulonia (Reggio Calabria) nella parte in cui apriva agli stranieri senza cittadinanza italiana per le candidature alle comunali, oltre che alla partecipazione effettiva al voto. La decisione è arrivata alla fine del lungo iter previsto dalla legge per questi casi, iniziato con il parere negativo del Consiglio di stato e passato attraverso la delibera del Consiglio dei ministri dello scorso 4 agosto. La questione era sorta dopo che l’assemblea comunale del paese della Locride, noto fino ad allora solo per aver dato i natali alla Repubblica Rossa di Caulonia (dal 6 marzo al 15 aprile del’45, esito di una rivolta contadina poi finita nel sangue), il 29 giugno del 2009 aveva modificato lo statuto municipale: all’articolo 12 i consiglieri avevano sdoganato l’elettorato attivo e passivo per apolidi, appunto, e stranieri non comunitari in possesso di carta di soggiorno ma con almeno due anni di residenza in Italia. Il ministero dell’Interno aveva subito impugnato la delibera chiedendo il parere al Consiglio di Stato, che pochi mesi più tardi aveva ribadito l’orientamento giurisprudenziale chiaro e univoco: la materia elettorale, anche per gli appuntamenti amministrativi, è di esclusiva competenza dello stato, come previsto in modo inequivoco dall’articolo 117 della Costituzione. A quel punto il comune calabrese, consapevole dello scoglio giuridico, aveva provato a far passare l’apertura agli immigrati come semplice «norma di principio», in sostanza una sorta di provocazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e aprire un potenziale varco nella legislazione attuale. Auspicio caduto nel vuoto: sull’articolo 12 dello statuto è calato il potere di annullamento straordinario governativo previsto dal testo unico degli enti locali (articolo 138 del decreto legislativo 267 del 2000).

ILLEGITTIMA
La norma censurata Il comune di Caulonia (Rc) nel giugno del 2009 aveva modificato lo statuto municipale, introducendo all’articolo 12 l’elettorato attivo e passivo per apolidi e stranieri non comunitari, in regola con il permesso e residenti in Italia da almeno due anni prima delle elezioni. La norma era stata subito impugnata dal ministero dell’Interno
I ricorsi Il Consiglio di stato aveva immediatamente ribadito la potestà esclusiva dello stato in materia elettorale, dando parere negativo alla modifica statutaria. Su quella base prima il Consiglio dei ministri, poi il Presidente della repubblica hanno stabilito e quindi decretato l’annullamento della norma considerata incostituzionale

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