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Lo Sportello unico lancia la sfida

Quasi il 60% d’Italia è già accreditato o all’ultimo step: circa 3mila comuni, dove vivono 35 milioni di persone, dispone di fatto degli strumenti per lo Sportello unico impresa. Le province dove il 100% dei Comuni è accreditato sono Aosta, Ferrara, Forlì-Cesena, Firenze, Grosseto, Lucca, Pescara, Parma, Pesaro-Urbino, Pistoia, Ravenna e Reggio Emilia: si disegna così un Centro particolarmente virtuoso, dove comunque (Lazio escluso) ha aderito il 90% dei Comuni, vaste aree del Nord e del Centro-Sud dove la percentuale cala tra il 10% e il 50% e, a macchia di leopardo, province (soprattutto in Calabria nel Triveneto) dove ci si ferma sotto il 10 per cento. Questi i dati di ieri dello Sviluppo economico, che ha risposto così alle critiche di Rete Imprese Italia. Che sabato scorso aveva espresso forti dubbi sull’operazione affermando che solo 2mila Comuni fossero pronti a partire; per il ministero i municipi accreditati sono 2.342, le pratiche in lavorazione sono 582 e 1.011 sono in istruttoria finale. Nel concreto, la prima giornata dello Suap non ha registrato nessuna ressa, telematica o cartacea (è infatti ancora possibile presentare la domanda anche su carta sino al 30 settembre, dove gli strumenti web non sono completati). A Milano la ricezione telematica parte addirittura oggi (per chi legge). Nessun problema tecnico, spiegano dalla direzione: «Cittadini e professionisti sono stati avvisati con anticipo sulla data dalla quale non sarà più possibile consegnare documentazione a mano». A Torino, invece, dove le domande inviate via Pec continuano a convivere con quelle cartacee, l’esordio è avvenuto in sordina. Il Comune, da circa un mese ha attivato un protocollo con la Camera di commercio per permettere agli esercenti di inviare telematicamente le pratiche di avvio attività a entrambi gli enti. «Finora ne sono arrivate cinque o sei», afferma Ernesto Pizzichetta, responsabile dello Sportello unico. Anche dall’altro lato del Norditalia, a Nord Est, il varo dello Sportello unico telematico è stato all’insegna della calma piatta. Tranne Treviso e Rovigo, gli altri Comuni capoluogo erano pronti già ieri a ricevere la Scia. Come a Padova, dove, però, ieri non sono giunte pratiche telematiche. «Tuttavia – dicono dall’ufficio Commercio del comune – è da un mese che diamo la possibilità ai cittadini di inviare la documentazione in formato elettronico. Su 180 richieste pervenute in questo periodo, le Scia arrivate via Pec sono una ventina». In ogni caso, il comune patavino continuerà ad accettare ancora per le prossime settimane la documentazione cartacea. Come Venezia: «Ancora per un mese – dicono dall’ufficio Sviluppo economico – anche se tutto è pronto per l’iter telematico». In Friuli-Venezia Giulia Udine è già pronta. «Oggi però non sono arrivati documenti via Pec» dicono dallo sportello attività produttive. La Pec è stata attivata a fine 2010, ma finora il riscontro è stato scarso. A Bari lo Suap sul sito c’è e da oggi, ottenuto l’accreditamento, dovrebbe essere attivo su tre linee: il commercio al dettaglio su aree private, le forme speciali di vendita al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande.

I numeri

2924
GLI SPORTELLI Il numero dei Comuni accreditati o in via di accreditamento; qui risiedono 35 milioni di abitanti, il 57 per cento della popolazione italiana.
593
SUAP IN DELEGA Sono i municipi che stanno lavorando con le Camere di commercio per l’attivazione dei front office e la pubblicazione delle modulistiche.

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