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L’Italia sotto la media europea nell’utilizzo di Internet

In Italia il 48,9 per cento della popolazione di 6 anni e più utilizza Internet, ma solo il 26,4 per cento lo fa quotidianamente. Negli ultimi 10 anni si è registrato un aumento consistente nella quota di utenti di Internet (dal 27,0 per cento del 2001 al 48,9 per cento del 2010), ma non basta. L’Istat propone nella nuova applicazione “Noi Italia” lo spaccato su lla diffusione di Internet nel nostro paese.

In dieci anni Internet non è riuscita a diventare un fenomeno di massa e il suo utilizzo si è fermato nel 2010 a meno del 50% (48,9% per l’esattezza). Le nuove generazioni sono quelle che utilizzano maggiormente la rete: tra i giovani di 15 e 24 anni, 8 su 10 si connettono ad Internet e oltre la metà lo fa tutti i giorni.. A renderlo noto è l’ISTAT che ha recenetemente messo on line l’applicazione “Noi Italia” un sito che permette di ottenere centinaia di statistiche sul nostro Paese.

Nel confronto internazionale, il numero di utenti di Internet in Italia nel 2010 è decisamente inferiore alla media europea. La quota di persone di 16-74 anni che si è connessa almeno una volta a settimana negli ultimi 3 mesi precedenti l’intervista, non raggiunge il 50 per cento, a fronte di un valore medio per i paesi dell’Ue a 27 pari al 65,0 per cento. La posizione nazionale è simile a quella di Portogallo (47,0 per cento) e Bulgaria (42,0 per cento), mentre Paesi Bassi, Svezia, Danimarca e Lussemburgo registrano valori superiori all’85 per cento.

Nelle diverse aree del Paese si riscontra un atteggiamento sensibilmente differente nell’utilizzo del web. Nelle regioni del Centro-Nord la metà delle persone di almeno 6 anni dichiara di aver utilizzato Internet nel corso del 2010; in particolare, la Lombardia (55,7) è la più attiva seguita dalle province autonome di Bolzano e Trento (rispettivamente 55,0 e 54,5 per cento). Livelli di utilizzo molto più bassi si registrano nelle regioni del Mezzogiorno dove la quota degli utenti di Internet scende al 42,7 per cento. Le regioni più svantaggiate sono la Campania (40,4 per cento) e la Basilicata (40,8 per cento). Gli uomini sono i maggiori utilizzatori, con uno scarto di 11 punti percentuali rispetto alle donne (54,6 per cento contro il 43,6 per cento). Va rilevato però che fino a 34 anni le differenze di genere sono piuttosto contenute o inesistenti, mentre si accentuano dai 35 anni età, a partire dalla quale si riscontra una netta prevalenza maschile.

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