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L’Italia rischia di perdere parte dei fondi Ue

Le performances dei programmi che impiegano risorse Ue attinte dal Fesr, il fondo europeo di sviluppo regionale, sono peggiori rispetto al precedente periodo 2000-2006. Il rischio di perdere una quota dei fondi europei per mancato impegno è molto alto. A giugno 2011, risultavano certificate spese per un valore pari a 6,7 miliardi sui Programmi operativi dell’obiettivo Convergenza e Competitività, a fronte di una spesa di 14,1 miliardi da raggiungere entro la fine del corrente anno. Risultavano quindi ancora da certificare spese per ben 7,4 miliardi di euro che danno una precisa idea di quanto concreta sia la possibilità di dover restituire una parte consistente di fondi comunitari. Questa è una delle principali considerazioni che emerge dal Rapporto Annuale 2010 sugli interventi nelle aree sottoutilizzate, presentato ieri da Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale. Il report ha analizzato lo stato della spesa nelle regioni del Mezzogiorno durante tutto il 2010. E ha trattato anche le prospettive per il futuro. Mancano 7,4 di spese da certificare entro l’anno. A fronte di 14,1 miliardi di spese da certificare alla Commissione europea entro il 31 dicembre 2011, di cui 6,6 di contributo comunitario, per tutti i Programmi operativi dell’Obiettivo Convergenza e Competitività, alla data del 10 giugno 2011, risultavano certificate spese per un valore pari a 6,7 miliardi, di cui 3 di contributo comunitario. Entro la fine del 2011 dovranno quindi essere certificate alla Commissione ulteriori spese per un ammontare complessivo pari a 7,4 miliardi, di cui 3,6 di contributo comunitario. Di questi, 5,9 miliardi sono imputabili all’Obiettivo Convergenza. Dal raffronto con la capacità di attuazione registrata nel corrispondente periodo del 2000-2006, emerge un significativo peggioramento della performance di quasi tutti i programmi, particolarmente significativa sempre nel caso dell’Obiettivo Convergenza, soprattutto per quanto riguarda i programmi regionali. Questi ritardi pongono seriamente a rischio la capacità, da parte di alcuni Programmi, di conseguire gli obiettivi di spesa fissati al 31 dicembre 2011 senza incorrere nella perdita di risorse in applicazione della regola del disimpegno automatico. Una delibera CIPE ha accelerato la spesa. La delibera CIPE n.1/2011 ha fissato i principi e le regole, operativamente declinati, anche d’intesa con la Commissione europea, nelle decisioni assunte il 30 marzo 2011 dal Comitato Nazionale per il coordinamento e la sorveglianza della politica regionale unitaria (Comitato QSN) per il recupero dei ritardi registrati. Questa delibera ha permesso di ottenere una significativa accelerazione delle performances di spesa, grazie ad un sistema di monitoraggio della spesa e sanzioni in caso di ritardi. Su 52 Programmi Operativi nazionali e regionali cofinanziati dal FESR e dal FSE, solamente il POIN Attrattori e il POR Sardegna FESR hanno raggiunto un livello di impegni inferiore all’obiettivo fissato a seguito della Delibera. L’ammontare delle risorse da riprogrammare, per questi due programmi, è pari nel complesso a 40 milioni di euro. Di questi 15 milioni verranno riprogrammati dal POIN «Attrattori culturali, turistici e naturali» in favore del Programma Istruzione FESR, mentre il POR Sardegna, unica regione italiana in phasing?in nell’Obiettivo Competitività e, per tale motivo, non assoggettabile a modifiche della dotazione finanziaria, dovrà riprogrammare al proprio interno 25 milioni di euro. Fiato sospeso fino al 31 ottobre. La prossima tappa è comunque fissata al 31 ottobre 2011, data in cui sarà abbastanza chiaro se il rischio di disimpegno dei fondi sarà stato scongiurato o meno. Si tratta infatti della prossima tappa del monitoraggio istituito con la sopra descritta Delibera CIPE. In caso di dati negativi, visti i tempi ristretti, diventerà un’impresa titanica certificare le spese mancanti per evitare il disimpegno dei fondi.

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