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Legge di stabilità verso la fiducia

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Spunta l’ipotesi di blindare l’esame della legge di stabilità, tagliando così i tempi dell’iter in Aula, con la richiesta di un voto di fiducia sul testo licenziato dalla Commissione bilancio di Palazzo Madama. Possibile che il provvedimento approdi in Aula lunedì prossimo e non venerdì, quindi prima del 27 novembre, giorno in cui il Senato voterà sulla decadenza di Berlusconi, e spingerebbe Forza Italia a rompere prima di quella data.
In questa ottica va vista l’ipotesi di fiducia che il Governo porrebbe in Aula sul testo approvato dalla Commissione bilancio, anche per risolvere il garbuglio che, come era prevedibile, la scissione del Pdl in due tronconi sta producendo, per quanto riguarda sia il percorso parlamentare della manovra finanziaria al Senato sia più in generale la stabilità del Governo. 
Certo è che ieri sera alla riunione “governo-relatori di maggioranza” per mettere a punto gli emendamenti di maggioranza, nessun esponente di Forza Italia era presente.

La Commissione è convocata alle 10, quando i gruppi indicheranno gli emendamenti segnalati, quelli più importanti in modo da circoscrivere la discussione a 200 tra essi, rispetto agli attuali 1.500 circa, come hanno riferito il presidente della Commissione, Antonio Azzollini (Ncd) e uno dei due relatori, Giorgio Santini (Pd).
Azzollini ha riferito che la maggioranza sta concentrando il confronto su sviluppo, cuneo, casa, e anche dissesto idrogeologico, temi su cui, ha detto “siamo vicinissimi all’accordo, al 99%”. Dove l’1% mancante non è da poco perché riguarda le risorse che il Tesoro intende mettere a disposizione.
Sul discorso della service tax sta maturando sempre più una volontà di reintrodurre apposite detrazioni per limitare il rischio di “danni” per chi l’Imu prima casa non la pagava. Sul cuneo fiscale, mentre ancora non è chiaro in che modo il bonus che riguarda le imprese verrà suddiviso, sembra certo che la quota che riguarda i lavoratori dipendenti verrà concentrata sui redditi fino a 27.000-30.000 euro annui.
Ci sarà l’emendamento per istituire il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, mobilitando all’uopo la Cassa Depositi e Prestiti. Si cercano poi risorse per dare sostanza ad altri interventi di sostegno all’economia, oltre a fondi per l’Istituto Luce. Anche l’informatizzazione delle edicole potrebbe entrare nel pacchetto di modifiche governo-relatori.
E mentre sembra esserci la possibilità di finanziamenti per affrontare il problema del dissesto idrogeologico, arriva una novità che riguarda Bankitalia: la stretta prevista dalla legge di stabilità per il pubblico impiego sarà estesa anche alla Banca centrale, e comprenderà il tetto agli stipendi dei manager e il blocco del turn over. Si tratterebbe di una norma di indirizzo che Palazzo Koch dovrebbe poi attuare perché esso, come tutti gli organi costituzionali, ha autonomia di bilancio.

Stasera ci saranno una nuova serie di incontri tra i relatori, Giorgio Santini (Pd) e Antonio D’Alì (Ncd), e il Governo, con il viceministro del Tesoro Stefano Fassina e il sottosegretario Giovanni Legnini. Uno dei dubbi riguarda la posizione di Forza Italia, che non si sa se debba ancora essere considerata parte della maggioranza: “le implicazioni politiche – ha ammesso Santini – lasciano un margine di incertezza” sui tempi di approvazione del provvedimento da parte della Commissione.

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