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Legge di stabilità: Corte dei conti, nodi irrisolti, da p.a. a pensioni

La legge di stabilità usando “al massimo gli spazi di flessibilità” in deficit “riduce esplicitamente i margini di protezione dei conti pubblici” e “lascia sullo sfondo nodi irrisolti (clausole, contratti pubblici, pensioni) e questioni importanti” come il riassetto del finanziamento degli enti locali. Così la Corte dei conti in audizione ieri al Senato (>> documento Corte dei conti presentato in audizione).

La legge di stabilità, inoltre, “sconta il carattere temporaneo di alcune coperture e il permanere di clausole di salvaguardia rinviate al futuro” per cui saranno necessari “consistenti tagli di bilancio o aumenti di entrate” a partire dal 2017, ha detto il presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri.

Il taglio della Tasi, secondo la magistratura contabile, “cristallizza” la capacità fiscale dei comuni, avvantaggiando chi ha alzato al massimo le aliquote e penalizzando i comuni dove la Tasi era meno cara. “I servizi indivisibili graveranno sui non residenti” non in grado “di operare il controllo politico sugli amministratori con il voto”.

La Corte dei conti ha osservato anche che l’aggiustamento di bilancio andrà “a gravare prevalentemente sulle amministrazioni locali, con ripercussioni negative sulla qualità dei servizi“.

Valutando “gli 800 milioni necessari per l’adeguamento delle prestazioni ai nuovi Lea”, l’incremento delle risorse del Fondo sanitario nazionale rispetto al 2015 è “solo di 500 milioni“.

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