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Legge di stabilità: 3,5 mld per service tax e allentamento Patto

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È impegnativo il percorso che il Governo rinfrancato dal voto di fiducia dovrà completare tendenzialmente per la metà di questo mese: la manovrina da 1,6 miliardi e, in cima alla lista, la legge di stabilità per la quale si avvicina anche il confronto europeo (a metà mese il Ministro Fabrizio Saccomanni è atteso all’Fmi e all’Ecofin).
Per oggi intanto è previsto un Consiglio dei Ministri che però dovrebbe essere in tono minore, vista anche l’assenza del premier Letta: all’ordine del giorno non ci sarà il decreto per la correzione del rapporto deficit/Pil ma probabilmente solo quello sulle missioni di pace all’estero, per finanziare gli ultimi tre mesi dell’anno.

La manovrina
La prossima settimana, tra lunedì e mercoledì, dotrebbe toccare alla blindatura dei conti. La cosiddetta “manovrina” da 1,6 miliardi dovrebbe mettere mano alla correzione dei conti 2013: secondo l’Fmi il deficit sarebbe al 3,2% (3,1% secondo il governo). Il tetto del 3%, comunque, non sarà centrato anche secondo l’agenzia di rating Moody’s, pur convinta che la fiducia confermata a Letta sia stato “il miglior risultato possibile” per l’Italia.
Va quindi rispolverato (ad eccezione della parte sull’Iva) il decreto congelato nel C.d.M. alla vigilia della crisi di governo che stanziava 1,6 miliardi per correggere lo sforamento. Il grosso delle coperture dovrebbe venire dai tagli ai ministeri (con esclusione di voci sensibili quali istruzione e ricerca) per un importo che potrebbe anche crescere rispetto ai già previsti 415 milioni, e dall’operazione straordinaria di vendita degli immobili che dovrebbe fruttare circa un miliardo. Non è escluso però che questo intervento sia abbinato all’approvazione della legge di stabilità.

La legge di stabilità
Il conto complessivo della legge di stabilità 2014  sembra destinato a salire almeno a 10 miliardi, soprattutto per metter mano al cuneo fiscale che grava su imprese e lavoratori. A questa voce potrebbero andare un po’ più di 2 miliardi, che però sarebbero distribuiti non “a pioggia” ma, ad esempio, su aziende che innovano o su lavoratori dal reddito basso ma con alta produttività.
Per questo il Governo ha fissato un incontro con i leader sindacali lunedì prossimo a Palazzo Chigi; martedì pomeriggio sarà la volta del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi; mercoledì di Rete Imprese Italia, con la delegazione guidata dal presidente Ivan Malavasi.
La cifra complessiva potrebbe comunque levitare dal momento che l’ammontare delle cosiddette spese “indifferibili” (capitolo che comprende rifinanziamento della Cig e missioni internazionali) è oggetto di valutazione.
Tra le voci che potrebbero comporre il disegno di legge anche il rifinanziamento del Fondo per l’autosufficienza e quello per le politiche sociali (potrebbe valere circa 500-600 milioni).
Nel provvedimento devono trovare spazio 2 miliardi per la nuova service tax e 1,5 per l’allentamento del Patto di stabilità interno.
Nella legge di stabilità sarà indicata la data di entrata in vigore della nuova imposta che secondo Delrio diventerà  “il pilastro del federalismo fiscale” e che dovrà accorpare Imu e Tares (la tariffa rifiuti), oltre che il pagamento dei servizi indivisibili (come lo spazzamento dei marciapiedi). 
Inoltre l’orientamento del Governo è quello di semplificare il Patto di stabilità interno per i comuni e ridurne l’impatto per liberare investimenti in conto capitale. In sostanza si punta a ridurre l’obiettivo per tutti anziché procedere all’allentamento selettivo solo per alcune voci.

Il nodo Imu
Sempre da risolvere è la questione Imu, con la scadenza a breve (la conversione del d.l. 102/2013 che cancella l’acconto di giugno).
L’idea della nuova maggioranza Letta-Alfano sarebbe quella di blindare il primo decreto, ma i primi segnali non sono incoraggianti: ieri sono stati depositati 468 emendamenti alle Commissioni bilancio e finanze. Tra le proposte di modifica già presentate ne spicca proprio una dei democratici che chiede di limitare la cancellazione della prima rata Imu agli immobili con rendita catastale inferiore ai 750 euro. Facendo pagare la prima rata ai proprietari di un immobile oltre tale soglia, secondo i suoi sottoscrittori, si potrebbero recuperare 1,2 miliardi. Da destinare al ritorno dell’Iva al 21% dal 1° novembre (706 milioni), alla Cig in deroga (400 milioni) e al fondo affitti (50 milioni).
L’ammissibilità degli emendamenti comincerà lunedì 7 e l’approdo in aula dovrebbe slittare da martedì 6 a venerdì 11. Tenendo sempre presente che il provvedimento dovrà andare poi al Senato e che la dead line per la sua conversione in legge scade il 30 ottobre.
Della seconda rata se ne parlerebbe solo a novembre (c’è infatti tempo per intervenire fino a metà dicembre). Ma non sarebbe un taglio totale come per la prima rata: ora si punta a far pagare circa 7-800 milioni ai proprietari delle case con la rendita più elevata. Così il mancato incasso da coprire sarebbe di 1,5-1,6 miliardi rispetto ai 2,4 previsti.

Fassino a Saccomanni e Delrio: “urge insediamento tavolo negoziale” 
“Sollecitare l’insediamento del tavolo negoziale, come già concordato, per affrontare le questioni particolarmente urgenti per i Comuni”. È questo il motivo che ha spinto il Presidente dell’ANCI, Piero Fassino a scrivere al Ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni e al Ministro agli affari regionali e alle Autonomie, Graziano Delrio.
Dopo aver spiegato che l’insediamento del tavolo è quanto mai urgente “alla luce delle imminenti scadenze”, Fassino entra nel dettaglio ricordando le questioni per le quali i comuni attendono risposte: “mi riferisco in particolare – scrive il Presidente ANCI – alle valutazioni che il Governo intenderà assumere in ordine all’Imu 2013 da definirsi entro il 15 ottobre, nonché alla predisposizione del quadro di regole da definire in sede di legge di stabilità per il 2014 relativo alla eventuale nuova imposta, cd. service tax, che dovrebbe sostituire integralmente o parzialmente la tassazione sulla prima casa”.
“A queste – sottolinea Fassino – si aggiungono altre tematiche altrettanto rilevanti che dovranno trovare sede nell’ambito del disegno di legge di stabilità per il 2014 riguardanti il completamento del confronto in ordine all’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità Interno per i comuni, l’individuazione di una prospettiva risolutiva in materia di riscossione dei comuni, la predisposizione di un pacchetto di norme di semplificazione della vita organizzativa degli enti”. 

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