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Legge di stabilità, i sindacati chiedono un tavolo a Letta

Scongiurata la temuta crisi di governo, i sindacati attendono una convocazione del premier Letta per aprire il confronto in vista della legge di stabilità. L’incontro in programma lunedì scorso è stato rinviato, ma Cgil, Cisl e Uil, in una lettera inviata alle strutture territoriali, rivendicano che «la mobilitazione ha influenzato senz’altro l’esito positivo raggiunto per la continuità del Governo», confermando il pressing per ottenere subito un significativo abbattimento del carico fiscale su lavoro e imprese. Scampato il pericolo di una “crisi al buio” che avrebbe avuto pesanti ripercussioni sull’economia, in sostanza, i problemi restano aperti. Banco di prova, nei rapporti con l’esecutivo, sarà la legge di stabilità che per il sindacato deve invertire le scelte recessive compiute negli anni, puntando sul lavoro e sull’occupazione.

Le priorità sono contenute nel documento sottoscritto da sindacati e Confindustria lo scorso 2 settembre a Genova, che sollecita la riduzione del prelievo sui redditi da lavoro, l’eliminazione della componente lavoro dalla base imponibile Irap, rendendo strutturali le misure di detassazione e decontribuzione del salario di produttività. Una seria revisione della spesa pubblica e degli assetti istituzionali per aumentare l’efficienza sono altre due priorità indicate da sindacati e Confindustria, insieme alle politiche industriali. Cgil, Cisl e Uil danno appuntamento a un’assemblea unitaria nazionale dei quadri da svolgere entro ottobre per «valutare l’andamento del confronto con il governo che dovrà aprirsi nei prossimi giorni» e per «eventuali iniziative da intraprendere».

Sulla giornata politica di ieri non è arrivato alcun commento ufficiale dalla leader della Cgil, Susanna Camusso, intervenuta in mattinata allo stabilimento “Adler” di Airola (Benevento) che produce scocche per auto: «Non è il momento di crisi politiche – ha detto-. Sarebbe il momento in cui nel Paese si possano fare scelte vere. Questo sarà il nostro metro di giudizio anche alla fine di questa giornata». Ha invece espresso soddisfazione il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, perché «la politica ha ascoltato l’appello delle parti sociali dimostrando di volersi assumere le proprie responsabilità», riconfermando la fiducia «all’unico Governo possibile in questa fase difficile e complicata della vita del Paese». Le dichiarazioni del premier, per Bonanni «vanno nella direzione auspicata dalla Cisl», ma «è il momento di passare concretamente dalle parole ai fatti» aprendo «subito il confronto con le parti sociali per la riduzione delle tasse, i problemi occupazionali, la riforma della spesa pubblica e le altre questioni spinose sul tappeto in vista della legge di stabilità».

Il voto di fiducia «è una buona notizia» per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che però avverte: «L’Italia non ha bisogno di un governo purché sia, ma di un governo che decida. La notizia sarà davvero buona quando saranno ridotte le tasse sul lavoro, altrimenti il sindacato è pronto a mobilitarsi».

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