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Legge di conversione del decreto fare in G.U.

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La legge di conversione del decreto del fare 9 agosto 2013, n. 98 è arrivata in G.U., a conclusione del suo iter di approvazione e conversione, due mesi esatti dopo il varo del provvedimento in Consiglio dei Ministri. 
Il decreto più corposo finora realizzato dal governo di Enrico Letta diventa così normativa vigente, anche se, nei suoi quasi 100 articoli, non sono poche le disposizioni che necessiteranno di un intervento attuativo per rendere efficaci le nuove previsioni di legge.
Così, tra le norme subito in vigore, figurano sicuramente le disposizioni per l’edilizia (articolo 30), che dovrebbero alleggerire di 500 milioni un peso economico bersaglio di 4,4 miliardi di euro. Restano, per il momento, ai box le dichiarazioni Scia per i ritocchi agli edifici nei centri storici, che necessiteranno, per l’attuazione compiuta, di una delibera comunale ad hoc relativa alle aree interessate in ciascuna località.
Passando, poi, al nuovo Durc con valore retroattivo, vediamo come anch’esso sia da subito vigente, inclusa la proroga della sua validità dai 90 ai 120 giorni, alla quale potranno accedere anche le amministrazioni pubbliche e fino alla fine del 2014, anche ai soggetti privati dell’edilizia.
Sempre in ottica p.a., entra subito in corso di validità la previsione secondo la quale ai privati in stato di credito con l’ente pubblico, potranno vedersi riconosciuto un indennizzo, con valore di 30 euro per ogni giorno di ritardo sui pagamenti, fino a un massimo di 2mila cumulabili nei confronti dei creditori.
In realtà, però, in questa disposizione, dovrà attendere l’esito del periodo di test, cui seguirà il decreto di Palazzo Chigi che conterrà tutte le indicazioni per rimodulare il pagamento delle cifre anche da altri ambiti. Allo stesso modo, il Ministero della funzione pubblica dovrà aprire ufficialmente l’era delle due uniche date per l’efficacia degli adempimenti amministrativi, cioè al primo luglio o al primo gennaio di ogni anno.
Subito vigenti, invece, saranno le novità in tema di lavoro inerenti il certificato di gravidanza telematico e la riduzione dei certificati sanitari obbligatori. Tempi più lunghi, invece, sempre in ottica occupazionale, riguardo alle altre misure che incidono per oltre 3 miliardi sulla spesa pubblica, incluse le comunicazioni sul rischio di infortuni sul lavoro, così come gli avvisi sulle verifiche periodiche ai macchinari, o le denunce per incidenti effettivamente occorsi, che da ora seguiranno la trafila Inail-autorità di pubblica sicurezza-Asl.

> VAI AL TESTO COORDINATO DEL D.L. 21 GIUGNO 2013, N. 69

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