Questo articolo è stato letto 0 volte

Le 10 emergenze nella città senza guida

A marzo, dopo che Federconsumatori denunciò fino a 60 minuti di attesa alle fermate, il vice sindaco Francesco Scoma aveva assicurato che l’Amat entro cinque mesi avrebbe avuto nuovi mezzi acquistati con fondi Cipe. Sette mesi dopo, i bus per strada sono gli stessi. Sempre in primavera, il sindaco Diego Cammarata aveva presentato la rivoluzione del traffico, con via Roma e via Maqueda restituite ai pedoni e una nuova Ztl in centro. Ma il Put – che quelle rivoluzioni contiene – si è perso tra gli uffici. Mentre la giunta dall’8 luglio è azzerata, Palermo precipita nelle classifiche della vivibilità: nella graduatoria redatta da Legambiente si è piazzata al terzultimo posto, scivolando di undici posizioni in un solo anno. I motivi? Strade gruviera, verde negato, scuole vandalizzate, inquinamento. Problemi sui quali nessuno interviene. Ecco le dieci emergenze che il sindaco, in carica da nove anni, ma anche la giunta, avrebbero dovuto affrontare. [1) Città sporca – Cestini gettacarta colmi, strade invase dalle cartacce: Palermo è sporca. Se l’emergenza rifiuti è in parte rientrata, è la pulizia delle strade il nuovo incubo. Il piano di risanamento dell’Amia presentato dal Comune è ancora al palo e la società non ha acquistato nuovi mezzi per la raccolta (c’è un solo bando per 30 compattatori legato ai fondi Cipe) né riattivato i servizi sospesi: dalla disinfestazione dei cassonetti alla pulizia delle strade che non vengono più lavate perché Amia Essemme non ha le spazzatrici. Alla collegata, che svuota i cestini, spazza e lotta con dipendenti assenteisti, i 900 lavoratori devono dividersi 138 mezzi, uno ogni sette: gli altri 177 sono guasti. I soldi per riparare i mezzi li dovrebbe versare Amia. Che però li attende dal Comune. [2) Aria inquinata – La settimana scorsa le polveri sottili sono tornate a soffocare la città. Ma presto i dati dello smog potrebbero rimanere top secret: la rete di monitoraggio, comprata con fondi ministeriali per un milione, sta morendo. Cinque stazioni sono spente, altre quattro funzionano a singhiozzo. Il sindaco a luglio aveva annunciato che la rete sarebbe passata all’Arpa: ma l’accordo è naufragato. [3) Bus fantasma – Il biglietto, aumentato di 30 centesimi in due anni, è il più caro d’Italia. Ma il numero di bus in circolazione è diminuito passando da 375 a circa 290. Per risollevarsi, l’azienda puntava sull’ac-quisto dei nuovi autobus: il Comune le aveva promesso 20 milioni di euro di fondi Cipe che poi sono diventato 10. Fondi che ancora non ci sono: fanno parte dei 150 milioni in tre anni assicurati dal governo Berlusconi. Finora è arrivata una certezza solo per 35 milioni che dovrebbero essere accreditati entro la fine dell’anno. E di nuovi mezzi all’Amat non c’è traccia. [4) Caos traffico – Dopo il flop Ztl, costato 5,4 milioni, il Comune ha puntato tutto sul Put, il piano urbano del traffico, la cui assenza ha convinto i giudici ad annullare le zone a traffico limitato. Ma dopo che il sindaco lo ha presentato alla città, il Put si è perso, pare negli uffici della Regione. Scoma si dice pronto ad andare personalmente «a ripescare il cadavere». Ma annuncia anche che si va avanti con le targhe alterne, di cui nessuno si ricorda ma che costano più care con la multa lievitata da 74 a 155 euro. Con il Put il sindaco aveva annunciato la sua intenzione di chiudere al traffico via Maqueda e via Roma. Un’intenzione, appunto. Per questo inverno si annuncia la chiusura delle due strade, ma solo alternata; una di sabato, l’altra di domenica. [5) Emergenza casa – Dalle famiglie “abusive” del campo container di via Messina Montagne per le quali non c’è nessuna alternativa nonostante l’emergenza, a quelle di Casa Guzzetta alloggiate temporaneamente in locanda per una spesa che supererà i 60 mila euro. Il Comune non affronta l’emergenza casa: da mesi cerca, ma senza esito, uno spazio da adibire ad albergo cittadino per i senzatetto. [6) Assistenza negata – Per una bega burocratica (il Comune aspetta un trasferimento dalla Regione) 292 anziani, 52 disagiati psichici e 83 portatori di handicap da oltre un mese e mezzo sono rimasti senza assistenza domiciliare. Ma nella scure dei tagli al sociale sono finiti anche gli oltre 200 vecchietti indigenti ricoverati nelle case di riposo e i 60 disagiati psichici: il Comune non pagherà più la retta. La lettera è arrivata agli anziani, moltissimi soli al mondo, senza nemmeno un giorno di preavviso. La giunta allarga le braccia: «Non ci sono risorse». [7) Verde in abbandono – Dal Giardino Inglese, chiuso per metà, al ficus dei matrimoni di Villa Trabia, transennato ormai da due mesi. E poi Villa Garibaldi, riaperta solo in parte, e il prato del Foro Italico provato dalla folla in occasione delle visita del Papa. Per gli alberi monumentali che cadono a pezzi e che negano i giardini ai cittadini, il Comune ha stanziato 25 mila euro, ma solo per gli esami sulla stabilità. Sui tempi di recupero delle ville non ci sono certezze: mancano i soldi anche per comprare i paletti di legno per transennare gli alberi. [8) Scuole vandalizzate – I 4 milioni di euro per la videosorveglianza nelle scuole sono stati recuperati solo perché la Cassa depositi e prestiti si è rifiutata di accordare al Comune il permesso di utilizzarli per pagare debiti fuori bilancio: ma i soldi sono bloccati e, in ogni caso, basteranno solo per una quarantina di scuole. Il Comune allarga le braccia di fronte alla devastazione di scuole e asili (almeno quaranta le incursioni negli ultimi due mesi), e il grido di allarme dei presidi rimane inascoltato. Così come inascoltate sono le richieste di aiuto per gli istituti che cadono a pezzi: dopo le proteste dell’inizio dell’anno, sono stati recuperati 450 mila euro per interventi urgenti, ma solo in 29 scuole. Ancora una volta, per gli interventi più decisivi, il sindaco si appella ai fondi Cipe. [9) Strade gruviera – Se l’Amia ha ripreso, ma molto lentamente, la manutenzione ordinaria di alcune strade, nessuno si occupa più dei marciapiedi: il Coime, che conta su 700 operai, non ha un euro. Niente soldi, niente materiali, niente lavori. Per un anno anche gli operai dell’Amia sono rimasti fermi e le strade ne pagano le conseguenze: le segnalazioni per buche e marciapiedi a pezzi arrivano da tutta la città: dalla centralissima via Maqueda a corso dei Mille. [10) La giunta che non c’è – L’8 luglio Cammarata ha azzerato la giunta, ma ha lasciato in stand-by gli assessori. Il nuovo esecutivo doveva essere varato prima delle ferie. Poi al ritorno dalle vacanze. E ancora, subito dopo la visita del Papa. Dieci giorni fa è arrivata una nota che annunciava la presentazione, poi annullata. Intanto da più di tre mesi gli assessori sono in sella pur sapendo che molti di loro lasceranno la delega. E intanto settori strategici, dal Bilancio all’Ambiente, restano senza guida. Una paralisi amministrativa che fa il paio con quella del Consiglio, dove si sono arenate 178 delibere.

Continua a leggere su: Repubblica, Palermo

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>