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Lavoro agile nella Pubblica Amministrazione: il punto di vista dei consulenti del lavoro

Lavoro agile nella Pubblica Amministrazione

Lavoro agile nella Pubblica Amministrazione, i consulenti di lavoro dicono la loro: migliorare l’efficienza dei servizi pubblici, diffondere e favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ed introdurre forme di smart working, ovvero lavoro agile, nella Pubblica Amministrazione. Questi in sintesi gli obiettivi della direttiva 1 giugno 2017, n. 3 della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di smart working ed illustrata in un video su Repubblica.it da Romano Benini, esperto della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.

Lavoro agile nella Pubblica Amministrazione

La direttiva stabilisce che tutte le amministrazioni pubbliche statali avviino forme di sperimentazione del telelavoro per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nel pubblico impiego, così da garantire più flessibilità nei rapporti di lavoro ed efficienza delle prestazioni erogate. “Quindi le PA hanno il compito di introdurre sempre più strumenti e tecnologie digitali che permettano la valutazione della produttività con la nuova organizzazione degli uffici” specifica Benini ricordando che si avvia così la fase di sperimentazione della direttiva.

La direttiva – prosegue l’esperto – fissa un obiettivo minimo da garantire. Al termine di un periodo di sperimentazione, almeno il 10% del personale dovrà poter utilizzare, su richiesta, il lavoro agile. Si spera così che entro un triennio tutte le Pubbliche amministrazioni possano organizzarsi per sostenere questi interventi.

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>> Consulta i principali punti della importante nuova direttiva in materia di lavoro agile (smart working).

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