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Lavori Expo, tutti i poteri al sindaco

I superpoteri stanno per arrivare. Questione di ore dopo che anche la Regione, ieri, ha dato il via libera ufficiale. Poi Letizia Moratti potrà muoversi davvero come “la Bertolaso di Expo”. Perché con i nuovi margini di manovra che l’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri le affida, il sindaco avrà pieno mandato sulle aree di Rho-Pero per «adottare tutti i procedimenti necessari per assicurare la disponibilità nei tempi richiesti dal Bie»: dal cambio di destinazione d’uso fino all’esproprio. Ma soprattutto potrà percorrere corsie speciali per i futuri appalti e cantieri del 2015, quelli delle opere necessarie per l’Esposizione. E, a colpi di deroga, velocizzare le procedure. Eppure, a Palazzo Marino non credono nella strada esproprio – che avrebbe bisogno anche del via libera della Corte dei conti- per sbloccare la questione dei terreni che sta paralizzando il progetto. Il 19 ottobre il Bie vorrà avere rassicurazioni e Letizia Moratti vuole presentarsi a Parigi con una risposta. Che a questo punto, sostengono in Comune, non può che essere l’ipotesi originaria: il comodato d’uso con il diritto di superficie. È questo che Letizia Moratti e Guido Podestà sono pronti a ripetere a Roberto Formigoni. Visto che, è il ragionamento, il Pirellone finora non ha potuto dimostrare di poter acquistare le aree. E lo faranno domani, nel corso del vertice su Expo che il presidente della Provincia continua a descrivere come «risolutivo». Una soluzione, insomma, dovrà uscire. Vietato rimandare ulteriormente. L’incontro si sarebbe dovuto svolgere oggi, ma è stato rimandato perché Formigoni volerà a Roma per un incontro tra le Regioni e Giulio Tremonti. Si discuterà di manovra e tagli, ma per il governatore potrebbe essere l’occasione per condividere con il ministro dell’Economia – finora contrario all’acquisto – la proposta privilegiata: una società pubblica a cui anche i proprietari privati potrebbero partecipare per acquisire il milione di metri quadrati all’ombra della Vela di Fuksas. Una newco aperta anche a Fondazione Fiera o gruppo Cabassi. Che potrebbe trasformarsi, eventualmente, anche in una Società di trasformazione urbana, come il testo unico degli enti locali del 2000 definisce questo strumento a disposizione degli enti locali per intervenire sulle trasformazioni urbanistiche. Ipotesi, però, che secondo i tecnici del Comune richiederebbe troppo tempo per essere concretizzata. E che metterebbe a rischio l’esame di Parigi. I nodi, insomma, rimangono. Così come le posizioni: da una parte Formigoni, che rimanda la palla nelle mani del commissario straordinario. È lei, Letizia Moratti,a dover decidere. A maggior ragione adesso, con i nuovi poteri. Che scatenano però l’attacco del capogruppo del Pda Palazzo Marino Pierfrancesco Majorino che dice: «Non servono poteri straordinari ma trasparenza, condivisione e chiarezza sul dopo 2015. Temiamo una colata di cemento».

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