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L’Aran sulle criticità e prospettive della previdenza complementare

Con recente inserimento sul sito ARAN Informa del mese di novembre viene affrontata la problematica della previdenza complementare, ed in particolare:

Per dare impulso alla previdenza complementare dei dipendenti pubblici, l’Osservatorio nazionale dei fondi pensione del pubblico impiego ha promosso una giornata di lavori dedicati all’approfondimento delle criticità e delle prospettive del settore, in occasione della presentazione del “Quarto rapporto sulla previdenza complementare nel settore pubblico contrattualizzato”. 

L’evento, organizzato dall’Aran con la collaborazione di Mefop, si è svolto presso la sede del Dipartimento funzione pubblica il 27 novembre 2013.

L’Osservatorio è un organismo bilaterale di cui fanno parte l’Aran, per i datori di lavoro pubblici, ed i sindacati, in rappresentanza dei lavoratori, nato in considerazione della rilevanza istituzionale, economica, finanziaria e sociale della previdenza complementare. Ha il compito di promuovere studi e ricerche in materia di previdenza integrativa, approfondire le iniziative legislative e la normativa vigente in materia, assistere i fondi pensione pubblici e monitorare il settore.

Con il rapporto presentato quest’anno, l’Osservatorio ha inteso non solo dare conto della propria attività, ma anche dare il giusto rilievo alle azioni svolte dai tre fondi negoziali pubblici (Espero, Perseo e Sirio), evidenziando al contempo criticità e problemi che hanno impedito finora il pieno dispiegamento delle potenzialità di un comparto, quello pubblico, che conta più di tre milioni di potenziali aderenti. Il rapporto propone una sintesi delle elaborazioni effettuate dai gruppi di lavoro tematici costituiti in seno allo stesso Osservatorio; tra queste occorre segnalare in particolare le analisi sulla parificazione della normativa tra lavoratori pubblici e privati, le novità di carattere normativo sul TFS-TFR dei pubblici dipendenti, tutte le iniziative e le attività messe in campo per promuovere la previdenza complementare nel settore pubblico.

L’intervento di Carlo Dell’Aringa sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la presenza di Antonio Naddeo Capo dipartimento della funzione pubblica, di Sergio Gasparrini presidente dell’Aran, di Mauro Maré presidente di Mefop, di Rino Tarelli in rappresentanza di Covip hanno conferito alla tavola rotonda un interessate sviluppo, arricchito dall’intervento di presentazione del rapporto di Enrico Mingardi, dal contributo di Renato Berretta per i fondi Espero, Perseo e Sirio e dei rappresentanti delle Confederazioni sindacali presenti all’interno dell’Osservatorio.

Il segnale appare univoco: un forte interesse al decollo della previdenza complementare e una necessaria sinergia tra i decisori, chiave delle politiche nazionali sulla previdenza complementare, e tra gli attori del settore.

Il contesto congiunturale non aiuta i lavoratori all’adesione, ma occorre un grande impegno comune per diffondere i contenuti ed i vantaggi della previdenza integrativa, senza dimenticare che le sue origini sono contrattuali e conseguentemente le parti non devono sottovalutare l’impegno sottoscritto.

Il richiamo alla responsabilità di ciascuno è chiaro, nessuno può esimersi dall’impegnarsi con tenacia nella diffusione della conoscenza di quanto il legislatore, le parti sociali ed i datori di lavoro pubblico hanno voluto. La sottoscrizione dell’accordo quadro per la definizione del TFR e della previdenza complementare nel pubblico impiego contrattualizzato nel lontano 1999 ha avviato la macchina, che se pur costituita molto lentamente, è oggi una realtà concreta che va colta nei suoi aspetti positivi e vantaggiosi.

Occorre travolgere i pubblici dipendenti con questo messaggio, permettendo a ciascuno, dopo aver ricevuto tutte le informazioni sulla propria pensione integrativa, di operare la scelta libera e consapevole di un miglior futuro pensionistico.

È indubbia la convenienza del settore dei fondi chiusi rispetto ai prodotti offerti dalla concorrenza, minori costi e maggiori garanzie, ma ciò continua ad esser noto ai soli addetti ai lavori, è necessario dunque espandere la rete di coloro che trasmettano il messaggio. Le amministrazioni sono tenute a diffondere la notizia dell’esistenza dei fondi negoziali pubblici ed ancor di più devono le organizzazioni sindacali, in modo univoco ed attraverso il costante contatto con i lavoratori, chiarire gli elementi di vantaggio dei fondi pensione, creati con il comune intento di migliorare il futuro dei dipendenti.

Utile nel percorso di diffusione della previdenza complementare potranno anche essere alcuni interventi d’incentivazione del “secondo pilastro”, quali:

  • armonizzare la normativa fiscale e delle prestazioni
  • ipotizzare l’adesione con il solo contributo (senza TFR)
  • valutare l’adesione obbligatoria con possibilità di uscita entro un periodo determinato
  • istituire i fondi per il personale non contrattualizzato
  • semplificare le regole
  • riflettere sull’istituto della “virtualità”
  • sostenere i fondi pubblici per meglio competere nel mercato.

Se ieri la previdenza poteva essere un’opportunità, oggi è divenuta una necessità. Questo messaggio ha cambiato il ruolo degli attori, non potranno più attendere ma dovranno agire se non vogliono mancare l’obiettivo.

(Fonte: www.ilpersonale.it)

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