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La tesoreria non deve pagare senza ok

Fonte: Il Sole 24Ore

La banca perde per inadempimento il contratto di tesoreria con il Comune se paga un creditore senza rispettare i vincoli imposti dall’ente. Non solo. L’istituto di credito è anche tenuto a risarcire il danno commisurato all’entità dell’esborso. Lo ha affermato la terza civile della Cassazione con la sentenza 18105/2011 che ha respinto il ricorso presentato da un istituto di credito nei confronti di un Comune del Lazio. Quest’ultimo si era rivolto al tribunale esponendo che un imprenditore aveva intentato una procedura di espropriazione presso terzi nei confronti del Comune e del suo tesoriere che si era conclusa con un’ordinanza di assegnazione nei confronti del richiedente di una somma considerevole. La somma doveva essere versata a condizione che fossero rispettati i vincoli di indisponibilità che l’ente locale avesse imposto sui fondi a garanzia del pagamento degli stipendi dei dipendenti e delle rate di mutuo. La banca, però, non aveva rispettato il vincolo e aveva versato l’intera somma che non era stato più possibile recuperare per il fallimento dell’imprenditore. Per questo motivo l’ente locale ha chiesto la risoluzione per inadempimento del contratto di tesoreria e il risarcimento dei danni subiti. L’istituto di credito si è difeso sostenendo di non essersi potuto sottrarre all’esecuzione coattiva e che il pagamento era perfettamente legittimo in quanto la delibera di apposizione del vincolo non era più operativa. Il tribunale ha respinto la domanda, ma la Corte di appello ha riformato la decisione affermando che la delibera non aveva perso alcuna validità nonostante fossero trascorsi più di tre mesi e che era evidente l’inadempimento colposo della banca che non aveva seguito, prima di effettuare il versamento, le istruzioni imposte dal Comune. Per questo motivo ha condannato l’istituto di credito a risarcire il danno quantificato in misura pari al pagamento effettuato maggiorato della rivalutazione e degli interessi. La questione si è quindi spostata in Cassazione dove i giudici hanno confermato la pronuncia di secondo grado rilevando che il tesoriere, di fronte alla specifica istruzione del Comune di non dar corso al pagamento, aveva l’obbligo di valutare l’operatività del vincolo e prendere una decisione, assumendosi però il rischio, e quindi la responsabilità, di sottrarsi volontariamente a una specifica e motivata istruzione dell’ente per il quale svolgeva servizio di tesoreria.

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