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La tassa di soggiorno della discordia Via libera della commissione Bilancio

Dopo la delibera, arriva il parere favorevole. E il Campidoglio fa un ulteriore passo avanti verso l’istituzione della tassa di soggiorno. Ieri la commissione Bilancio del Comune ha dato parere favorevole all’istituzione del provvedimento che prevede, per ogni turista in vacanza a Roma, un balzello: i vacanzieri pagheranno infatti 5 euro al giorno per ogni pernottamento negli hotel a 5 stelle, 3 euro in un quattro stelle o due euro nei tre stelle. Chi soggiornerà in campeggi, agriturismo o b&b dovrà invece sborsare un euro al giorno di tassa. «Un provvedimento miope che rischia di mettere in ginocchio aziende e operatori» accusano Federalberghi Co-nfcommercio, Confesercenti, Confindustria e i sindacati Filcams Cgil, Fiascat Cisl e Uiltucs Uil. La tassa di soggiorno potrebbe diventare realtà già a partire da gennaio 2011 e dovrebbe restare in vigore addirittura fino al 2047, portando nelle casse del Campidoglio circa 80 milioni di euro all’anno. «È un balzello su cui il Comune non ha avviato un serio confronto con gli operatori del settore», ha accusato ieri durante una conferenza stampa congiunta Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi. «Da parte del Campidoglio non c’è la volontà di capire i danni che provocherà questo provvedimento». Il fronte unitario anti-tassa propone di sostituirla con «l’aumento del prezzo del biglietto dei musei». E il vicepresidente della commissione Bilancio Alfredo Ferrari (Pd) dice: «Per Alemanno il turismo è solo un settore da spremere». Ma il sindaco replica: «Siamo disponibili a migliorare il contributo di soggiorno, ma i viaggiatori devono lasciare qualcosa a questa città: è un principio a cui non possiamo venire meno».

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