Questo articolo è stato letto 0 volte

La social card ora diventa «federalista»

Fonte: Il Sole 24Oreù

Una carta acquisti con una ricarica mensile che varia da 40 a 137 euro in base alla città di residenza del beneficiario e ai componenti del nucleo familiare. Sono i tratti salienti della sperimentazione della nuova social card per le famiglie in disagio economico che dovrebbe partire a breve in 12 Comuni con più di 250mila abitanti (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona), con la mediazione degli «enti caritativi» (lo ha disposto il Dl milleproroghe 225/2010, articolo 2, commi 46-49, convertito dalla legge 10/2011). La bozza del decreto di attuazione della “nuova” social card è stata predisposta dal ministero del Lavoro e attende il via libera dall’Economia. Non dovrebbero esserci problemi di copertura, almeno per il primo anno di sperimentazione, per cui il Dl milleproroghe ha previsto una spesa di 50 milioni di euro, provenienti dal fondo di circa un miliardo creato nel 2008 per finanziare la “vecchia” social card (che continuerà ad essere distribuita). Un nodo ancora da sciogliere, nel decreto attuativo, sembra quello di un maggiore coinvolgimento degli enti locali (auspicato dall’Economia), nell’individuazione dei beneficiari della nuova carta acquisti. La ricarica della carta, dunque, sarà differenziata in base alla città di residenza dei beneficiari ? spiegano dal ministero del Lavoro ? perché il costo della vita è differente, al Nord, al Centro e al Sud Italia. Poiché però l’incidenza della povertà è maggiore al Sud, di questo si terrà conto nella ripartizione delle risorse disponibili fra le città: Napoli, ad esempio, dovrebbe ricevere quasi dieci milioni di euro, Palermo sei milioni, Bari e Catania circa tre milioni. A Roma andrebbero nove milioni e a Milano oltre cinque milioni. La ratio, dunque, è quella di distribuire più carte acquisti (ma di valore inferiore) dove la situazione di bisogno dei beneficiari è maggiore. Gli enti caritativi (che i Comuni dovranno selezionare fra quelli attivi nella gestione di mense e distribuzione alimenti, servizi di accoglienza notturna, inserimento lavorativo), dovranno individuare i beneficiari a cui assegnare le carte acquisti fra i cittadini italiani, i cittadini comunitari o gli stranieri in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo (che può essere richiesto solo da chi possiede un permesso di soggiorno da almeno cinque anni). I beneficiari dovranno avere un Isee inferiore o uguale a 3mila euro e non godere contemporaneamente, con il proprio nucleo familiare, di altri benefici economici concessi dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni di valore superiore a 500 euro al mese. Dovranno avere la precedenza, poi, le persone senza dimora, i nuclei familiari costituiti da genitore solo e figli minorenni e le famiglie più numerose.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *