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La Service tax la pagano tutti

Sarà Trise la nuova, (e come al solito ostica) sigla con cui i contribuenti italiani dovranno familiarizzare dal 2014. Il nuovo tributo sui servizi comunali manderà in pensione, dopo un solo anno di vita, la Tares e si articolerà in due componenti: la prima, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani, denominata Tari; la seconda, a copertura dei servizi indivisibili dei comuni, chiamata Tasi.

Lo pagheranno non solo i proprietari di immobili ma anche gli inquilini (in misura compresa tra il 10% e il 30% secondo quanto stabilito dai comuni con regolamento), visto che il presupposto di imposta è «il possesso, l’occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di unità immobiliari» (o di locali e aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti per quanto riguarda la Tari), con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare. Il versamento sarà in quattro rate trimestrali (16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 ottobre) ma i comuni potranno variare la scadenza e il numero delle rate di versamento e sarà consentito il pagamento in unica soluzione entro il 16 giugno.

Per la componente rifiuti si terrà conto delle superfici calpestabili dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi (Tarsu, Tares). La tariffa sarà commisurata ad anno solare e, indipendentemente dai criteri di calcolo scelti dai comuni, dovrà assicurare «la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio». I comuni potranno rimodurla in base agli standard qualitativi del servizio.

Per esempio, nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, la Tari da pagare non potrà superare il 40% del dovuto. Mentre se il servizio è stato effettuato «in grave violazione della disciplina di riferimento» o è stato interrotto in modo da cagionare pericoli per la salute delle persone, i sindaci non potranno chiedere più del 20% della tariffa.

Per quanto riguarda, invece, la tariffa sui servizi (Tasi), essa potrà essere calcolata sulla stessa base imponibile dell’Imu e in questo caso l’aliquota base sarà fissata all’1 per mille. In alternativa, i comuni potranno scegliere come base imponibile quella della Tari e in questo caso i contribuenti pagheranno 1 euro a metro quadro.

La bozza di legge di stabilità che il governo presenterà oggi in consiglio dei ministri alza il velo sulla disciplina della service tax che rivoluzionerà il prelievo sui rifiuti, accorpandolo, tassando al contempo la fruizione dei servizi indivisibili resi dai comuni. Il Trise potrà essere versato con bollettino di conto corrente postale, F24 o internet banking.

La bozza di legge di stabilità contiene inoltre una norma, alquanto «provvisoria», che ancor prima che venga convertito in legge il decreto legge sull’Imu (dl 102/2013), sancisce l’eliminazione dell’imposta municipale sulla prima casa con esclusione degli immobili di lusso.

Viene inoltre stabilito che l’Imu non si applica:

  • agli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa;
  • agli alloggi sociali;
  • alla casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di separazione o divorzio;
  • agli immobili (non più di uno) posseduti, e non concessi in locazione, dal personale delle Forze armate, della Polizia e dei Vigili del fuoco.

Confermata, infine, la possibilità di dedurre l’Imu da Ires e Irpef nella misura del 50%. Viene invece espressamente sancita l’indeducibilità dall’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap).

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