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La regione indaga sui derivati dei comuni

PALERMO – Una cabina di regia per monitorare gli effetti prodotti sul bilancio dei Comuni siciliani dai cosiddetti derivati, ossia quei particolari strumenti finanziari che, da quando sono stati estesi agli enti locali dalla legge finanziaria del 2002, sono stati utilizzati da sindaci e assessori come soluzione per ristrutturare il debito, prolungarne la scadenza, abbassarne i tassi e, spesso, ottenere dagli istituti di credito un’entrata di cassa iniziale. Contratti che, nel giro di pochi anni, hanno confermato il monito di quanti, tra i più accorti economisti e operatori della finanza internazionale, li additano come marchingegni rischiosi. Concepiti inizialmente come mezzi per diluire l’esposizione debitoria, comuni e banche hanno infatti utilizzato i derivati come strumenti di speculazione che però, a causa delle variazioni dei tassi d’interesse, hanno finito nel corso degli anni per aggravare l’esposizione debitoria di centinaia di amministrazioni comunali italiane. È proprio per fare luce sul numero e le conseguenze di queste di queste nella gestione finanziaria degli enti locali, che la Regione siciliana ha messo in piedi a fine gennaio questa task force di esperti. La sua finalità, spiega l’assessore all’Economia Gaetano Armao, «non è di natura ispettiva, ma è invece volta a fornire agli enti locali un’assistenza tecnica e giuridica per superare le difficoltà di dialogo con le banche, quando si tratta di rinegoziare, oppure chiudere, questi contratti». Una ricognizione contabile condotta della Corte dei conti regionale alla fine del 2009, ha evidenziato in una cinquantina di enti locali siciliani, incluse diverse grandi città, oltre 60 contratti derivati dal valore nozionale complessivo di oltre 900 milioni. Con la cabina di regia, attivata in collaborazione con l’Anci (l’Associazione dei comuni italiani), l’indagine verrà estesa a tutte e 390 le amministrazioni comunali siciliane. L’organismo è già al lavoro per illustrare ai comuni le modalità di supporto per gestirli i problemi causati da contratti derivati.

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