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La p.a. si attrezza contro le discriminazioni

La pubblica amministrazione si attrezza per combattere il mobbing e ogni forma di discriminazione. Contro le donne e non solo. Secondo quanto previsto dal collegato lavoro (legge n. 183 del 2010) è giunto il momento per gli enti pubblici statali di costituire presso ciascuna struttura il Comitato unico di garanzia, un organismo nuovo di zecca a cui spetterà il compito di «assicurare parità e pari opportunità di genere», prevenendo al tempo stesso «qualunque forma di violenza morale o psicologica e di discriminazione, diretta e indiretta», relativa «all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione, alla lingua». A dare il via alla macchina organizzativa per l’istituzione dei Comitati ci hanno pensato i ministri Renato Brunetta e Mara Carfagna che, proprio alla vigilia dell’8 marzo hanno annunciato di aver firmato la direttiva con le linee guida. Il testo, che ha già ricevuto il parere positivo della Conferenza unificata ed è attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei conti, fornisce agli enti (regioni, enti locali e università, nell’ambito della propria autonomia, potranno invece adottare regole ad hoc per l’istituzione del Cug) le indicazioni pratiche per costituire i nuovi organismi che sostituiranno, unificandoli, i Comitati per le pari opportunità e i Comitati paritetici per il contrasto del mobbing. Nei Cug, prevede la direttiva, dovranno sedere rappresentanti di tutto il personale della p.a. (dirigente e non). I componenti resteranno in carica quattro anni e saranno designati dalle organizzazioni sindacali rappresentative e da un pari numero di rappresentanti dell’amministrazione, in modo che venga assicurata la presenza paritaria di entrambi i generi. Il Cug sarà nominato con atto del dirigente preposto al vertice dell’ente. Il presidente sarà scelto tra gli appartenenti ai ruoli della stessa amministrazione. I Cug avranno poteri propositivi, consultivi e di verifica e dovranno agire «in stretto contatto con il vertice amministrativo dell’ente di appartenenza». Entro il 30 marzo di ogni anno il Cug dovrà relazionare sull’attuazione dei principi di parità, pari opportunità e benessere organizzativo. E dovrà collaborare anche con gli Oiv, gli Organismi indipendenti di valutazione previsti dalla legge Brunetta per la valutazione delle performance. Infine, i due ministeri coinvolti nell’iniziativa (Funzione Pubblica e pari opportunità) hanno annunciato che a breve sarà attiva la casella di posta elettronica monitoraggiocug@governo.it, attraverso la quale i due dicasteri, collaborazione con la Consigliera nazionale di parità, forniranno supporto alle amministrazioni nella prima fase di avvio dei Cug.

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