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La p.a. ai raggi X sul web

L’organigramma, l’articolazione degli uffici, i nomi dei dirigenti responsabili, la relazione sulle performance e i relativi premi attribuiti. E ancora, le retribuzioni e i curricula dei dirigenti, i tassi di assenza del personale, l’elenco delle caselle di posta elettronica e di Pec attivate e soprattutto informazioni, concorsi, bandi di gara e pubblicità legale. Sono alcuni dei contenuti minimi che i siti della p.a. dovranno avere secondo le linee guida messe a punto dal ministro della funzione pubblica Renato Brunetta e pubblicate sul portale di palazzo Vidoni. Il documento, elaborato da un gruppo di lavoro interno e attuativo della direttiva n. 8/2009, è stato pubblicato online nell’aprile di quest’anno per una consultazione telematica durata due mesi e che ha registrato circa 17.000 accessi alle diverse sezioni del forum di discussione. I cittadini, le pubbliche amministrazioni, le associazioni di categoria e i fornitori di Ict hanno così potuto esprimere la loro opinione sui principali contenuti e temi trattati. I riscontri e le indicazioni pervenuti durante questa fase sono stati poi utilizzati in sede di revisione del documento iniziale. Secondo Brunetta, la registrazione dei siti istituzionali al dominio «.gov.it» garantirà, già a partire dall’indirizzo web, l’immediata percezione da parte dei cittadini e dalle imprese della natura pubblica dell’informazione e l’appartenenza del sito alla galassia della pubblica amministrazione. Come previsto dalla direttiva n. 8/2009, le linee guida saranno aggiornate con cadenza almeno annuale e corredate con un vademecum di approfondimento. Nell’intento di fornire ai cittadini «informazioni corrette, puntuali e sempre aggiornate, nonché di erogare servizi sempre più fruibili», le linee guida richiamano l’attenzione delle pubbliche amministrazioni sull’eventualità di semplificare i siti web, eliminandone alcuni e razionalizzandone i contenuti.

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