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La manovra riparte dall’aumento dell’Iva

Ripristino del contributo di solidarietà ma solo sopra i redditi superiori ai 300mila euro e con un’aliquota del 3%.Anticipo dal 2016 al 2014 del meccanismo per alzare gradualmente l’età pensionabile delle lavoratrici private da 60 a 65 anni. E attenuazione del dispositivo sul carcere per gli evasori fiscali: per far scattare le manette al già previsto superamento della soglia di 3milioni di euro dovrà corrispondere anche il 30% del volume d’affari. È questo il nuovo mini-pacchetto di correttivi alla manovra su cui alla fine la maggioranza è riuscita, non senza nuove tensioni, a trovare un’intesa e a dare una risposta anzitutto all’appello di lunedì del capo dello Stato ad adottare subito misure più robuste ma anche alle sollecitazioni del Governatore di Bankitalia e presidente in pectore della Bce, Mario Draghi. Le modifiche sono confluite in un maxi-emendamento presentato in tarda serata al Senato su cui il governo ha posto la fiducia (la 49esima dall’inizio della legislatura), che è stata autorizzata da un improvviso Consiglio dei ministri pomeridiano. Che, al termine di giornata caratterizzata da un nuovo giro di contatti telefonici tra Palazzo Chigi, Quirinale e Banca d’Italia, ha riservato un’ultima sorpresa: l’abbassamento a quota 300mila euro del tetto sopra il quale far scattare la super-Irpef, che solo qualche ora prima era stato fissato a 500mila euro dalla nota ufficiale diramata dalla Presidenza del Consiglio dopo il vertice in cui Silvio Berlusconi, il ministro Giulio Tremonti e lo stato maggiore di Pdl e Lega, avevano concordate le ultime modifiche. E sempre nel corso del Consiglio dei ministri Berlusconi sarebbe tornato a chiedere la cancellazione o l’attenuazione della misura sulle manette agli evasori, in un primo tempo non prevista. L’accordo nella maggioranza prevede, inoltre, il varo in un nuovo Consiglio dei ministri già convocato per domani, del Ddl costituzionale sull’inserimento nella Carta del vincolo del pareggio di bilancio, nonché l’integrazione del ddl Calderoli sul riassetto istituzionale e il dimezzamento dei parlamentari con l’abolizione delle province. Positivo il giudizio della Commissione europea, che approva le misure adottate dal Governo e in particolare la mini-stretta sulle pensioni delle lavoratrici private dal 2014 e l’abolizione delle province. Gli interventi adottati «confermano ? si legge in una nota della Commissione ? la determinazione delle autorità italiane a raggiungere gli obiettivi concordati per la riduzione del deficit e del debito e contribuiscono ad affrontare le profonde e radicate debolezze strutturali dell’economia italiana». La nuova versione della manovra, giudicata positivamente da Confindustria ma criticata dall’opposizione e anche dai sindacati per i nuovi interventi su Iva e pensioni, sarà approvata oggi da Palazzo Madama, ovvero 24 ore prima dell’attesa riunione della Bce in cui verrà affrontata la questione dell’acquisto dei titoli italiani. La manovra passerà subito alla Camera per l’ok definitivo che dovrebbe arrivare a metà della prossima settimana, anche se se non si esclude un anticipo a sabato del il disco verde finale. Per Berlusconi di più non si poteva fare. «La crisi è grave. Dobbiamo rafforzare la manovra, rassicurare i mercati», ha detto il premier sottolineando la necessità di ricorrere alla fiducia per garantire al decreto un’approvazione molto rapida. E così da Tremonti è arrivato l’ok all’aumento dell’Iva, che il ministro avrebbe preferito utilizzare con la delega fiscale, e dalla Lega una piccola concessione sulla mini-stretta sulle pensioni delle donne, anticipata ma solo al 2014 (la partita sulla previdenza è però destinata a riaprirsi in autunno). Lo stesso Berlusconi ha dovuto in parte cedere sul contributo di solidarietà. Con gli ultimi ritocchi, la manovra è stata rafforzata sul fronte dei saldi e delle coperture, grazie al l’aumento di un punto dell’Iva ordinaria, che garantirà circa 4 miliardi, ma non si è allontanata dalla sua fisionomia originaria. Nonostante il nuovo micro-anticipo, la mini-stretta sulle pensioni delle lavoratrici private produrrà i primi risparmi soltanto dal 2015. Quanto al contributo di solidarietà, nella nuova formulazione il prelievo interesserà solo 34mila super-contribuenti (erano appena 11mila con la soglia a 500mila euro) attraverso un’aliquota limitata al 3 per cento. La super-Irpef è stata comunque raddoppiata per i parlamentari che oltre all’indennità hanno conservato un reddito da lavoro.
I principali interventi.

LE NOVITÀ DEL MAXI-EMENDAMENTO

IVA
L’aliquota del 20 passa al 21% Scatta l’aumento di un punto dell’aliquota ordinaria del’Iva, oggi prevista al 20 per cento. Per ora resteranno invece inalterate le aliquote ridotte, fissate al 4 e al 10 per cento. Tra i beni interessati all’aumento vanno considerati giocattoli, televisori, auto e moto, abbigliamento e calzature. Plaude alla misura Confindustria. Critiche sono invece arrivate da Confcommercio e Confesercenti. Secondo le prime elaborazione, l’aumento dovrebbe garantire una copertura alla manovra nell’ordine di circa 4 miliardi di euro.

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ
Prelievo oltre 300mila euro Torna la cosiddetta super-Irpef. Il prelievo scatta oltre il reddito a 300mila euro, nella misura del 3 per cento: sono interessati 34mila contribuenti. Nell’ipotesi iniziale, che fissava la soglia di reddito a 500mila euro, i contribuenti italiani interessati sarebbero stati 11.500, a questi dunque ? nella versione finale ? se ne aggiungono altri 22.500. Il contributo si applica sul reddito complessivo: fondiario (ad esclusione della prima casa), lavoro dipendente, imprese, autonomo, capitale e diversi. Sarà deducibile.

PENSIONI DELLE DONNE
Anticipo al 2014 dell’adeguamento Viene anticipato di ulteriori due anni l’adeguamento delle pensioni di vecchiaia delle donne nel settore privato. L’ultima modifica introdotta alla manovra prevede che l’adeguamento progressivo della pensione di vecchiaia delle donne nel settore privato a 65 anni scatti a partire dal 2014 fino al 2026. Con la manovra di luglio l’allineamento partiva dal 2020 (fino al 2032) mentre nella manovra bis varata il 13 agosto si era deciso di spostarlo al 2016 (fino al 2028). La nuova età di vecchiaia andrà a regime nel 2026.

 

LE ALTRE MISURE DELLA MANOVRA DI FERRAGOSTO

CONTRATTI
Accordi aziendali in deroga al nazionale I contratti di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale raggiunti a maggioranza dai sindacati più rappresentativi operano in deroga alle disposizioni di legge e alle relative regolamentazioni dei contratti collettivi nazionali. Deroga valida per il licenziamento (ad eccezione per quello discriminatorio, per matrimonio o per gravidanza).

LOTTA ALL’EVASIONE
Carcere per i maxi-evasori Per chi evade oltre 3 milioni di euro scatteranno le manette ma la somma deve corrispondere al 30% del fatturato. L’Agenzia delle Entrate potrà stilare liste di contribuenti da controllare in via preventiva. I Comuni pubblicheranno sui loro siti i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi ma senza l’indicazione dei nomi. Il Fisco potrà recuperare coattivamente le somme non riscosse dal condono tombale del 2002.

SPESA PUBBLICA
«Spending review» Prevista la revisione integrale della spesa pubblica. La norma impegna il ministro dell’Economia a presentare al Parlamento entro il 30 novembre un programma per la riorganizzazione della spesa pubblica. Tra gli obiettivi accorpamento degli enti di previdenza (si va verso una super Inps) e l’integrazione operativa delle agenzie fiscali. IL CNEL Con un Dpcm si scende a 70 componenti La riorganizzazione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, che conterà settanta componenti oltre il presidente e il segretario generale (contro i 122 complessivi attuali), viene rinviata ad un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che dovrà essere emanato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della manovra.

MONEY TRANSFER
Tassa sui trasferimenti all’estero L’imposta di bollo pari al 2% della somma trasferita all’estero attraverso le agenzie «money transfer» o altri intermediari finanziari con ogni singola operazione, con un minimo di prelievo pari a 3 euro. Sono esenti dall’imposta i trasferimenti effettuati da persone fisiche munite di matricola Inps e codice fiscale. CASERME Vendita degli immobili della Difesa I proventi che arriveranno dalla dismissione saranno destinati per una quota corrispondente al 55% al fondo per l’ammortamento dei titoli del debito pubblico. Una quota del 35% andrà invece al bilancio del ministero della Difesa, mentre il 10% andrà agli enti territoriali interessati ai progetti di valorizzazione delle caserme e delle altre strutture immobiliari dismesse.

COSTI DELLA POLITICA
Unione di Comuni e incompatibilità Accorpamento delle funzioni per i piccoli Comuni. Quelli «con popolazione fino a 1.000 abitanti esercitano obbligatoriamente in forma associata tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici». Parlamentari e membri del governo non potranno occupare la sedia di sindaco nei comuni con più di 5.000 abitanti.

COOPERATIVE
Meno agevolazioni fiscali per le coop Aumento del 10 per cento della tassazione sugli utili accantonati a riserva, mentre le norme in vigore prevedono che questi utili siano imponibili soltanto nella misura del 30 per cento (percentuale ridotta al 20 per cento per le cooperative agricole ed elevata al 55 per cento per quelle di consumo).

ENTI LOCALI
La Robin Tax riduce il taglio Non sono dimezzati ma solo ridotti di 1,8 miliardi i tagli previsti per gli enti locali e le risorse arriveranno tutte dalla Robin tax, vale a dire l’innalzamento dal 6,5% al 10,5% dell’aliquota addizionale Ires per le società operanti nel settore energetico per i periodi di imposta dal 2011 al 2013. Nessun alleggerimento quindi per i ministeri.

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