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La manovra diventa legge

ROMA – Il giorno dell’approvazione definitiva – presente Silvio Berlusconi – della manovra economica (321 i voti favorevoli, 270 i contrari e quattro astenuti) arriva da Londra, del tutto inaspettato, l’ok che più ha fatto piacere al ministro Giulio Tremonti. Il giorno dopo la fiducia al governo per la correzione da 25 miliardi (1,6% del Pil), ad applaudire con una tempestività senza precedenti è stata l’agenzia Standard & Poor’s, la più severa delle tre grandi a giudizio dei mercati. Il rating sovrano a medio-lungo termine della Repubblica italiana (A+ con outlook stabile) sarà «supportato dall’approvazione del programma di consolidamento dei conti pubblici » scrivono in una nota gli analisti di S&P’s, che riconoscono la validità delle misure fondamentali contenute nel testo pronto per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: la forte riduzione della spesa pubblica con il contenimento dei trasferimenti statali verso gli enti locali e regionali, il congelamento dei rinnovi contrattuali nel settore pubblico, i tagli ai compensi dei dirigenti e manager del settore pubblico e misure per ridurre l’evasione fiscale. Ora l’agenzia si aspetta la piena applicazione di tutte le misure adottate, ricordando che dovranno garantire una riduzione del disavanzo al 2,6% del Pil entro il 2012 (dal 5,3% del 2009). L’attesa, in questa prospettiva, è che il debito si stabilizzerà a circa il 120% del Pil nel 2011, per poi seguire un modesto declino negli anni successivi. Ma se gli sforzi di risanamento subiranno un ritardo o verranno ostacolati da uno slittamento – conclude la nota di S&P’s – «i rating sovrania lungo e a breve termine potrebbero essere messi rivisti al ribasso». Insomma il governo dovrà tenere la guardia alzata anche in autunno, quando con la preparazione della legge di stabilità (l’ex Finanziaria) potrebbe vedersi costretto a concedere almeno qualcuna delle tante richieste di modifica che sono state avanzate, a partire da quelle delle regioni. Ieri la Conferenza unificata ha emesso un parere negativo sulla manovra e il presidente Vasco Errani ha assicurato che regioni e autonomie da qui a gennaio dimostreranno l’insostenibilità dei tagli ai trasferimenti dello stato. Restano, poi, tutte le perplessità di diverse categorie, dalle forze dell’ordine fino ai diplomatici, dai medici agli ambientalisti. Mentre il Tar del Lazio sospende l’applicazione delle tariffe per le autostrade Anas già applicate da inizio mese. L’altra bocciatura che suggella la fine dell’iter parlamentare del decreto è arrivata invece da Bruxelles, delusa per la proroga del pagamento delle multe per i produttori di latte. È stato lo stesso commissario europeo all’agricoltura, Dacian Ciolos, a bacchettare l’Italia: ora il provvedimento sarà esaminato attentamente dagli uffici legali della Commissione «che non esiterà ha sottolinea Ciolos – a intraprendere l’azione necessaria se dovesse verificare che la misura non è conforme alle regole europee». L’ok definitivo della Camera ha come conseguenza anche il via libera all’attuazione del fondo europeo di stabilizzazione finanziaria «salva stati » da 440 miliardi di euro, la parte più pesante del pacchetto europeo da 750 miliardi deciso all’indomani della crisi greca. Arrivano la riforma delle pensioni e le misure per la libertà di impresa, le misure fiscali (si vedano gli approfondimenti della pagina 4) e quelle contabili. Con alcune indicazioni che si vanno precisando man mano che vengono approfondite le disposizioni: per esempio la disposizione che consente di non svalutare le attività finanziarie in presenza di transitorie turbolenze di mercato anche per l’esercizio 2010 dovrebbe riguardare tutti i soggetti che non applicano gli Ias.

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