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La lotta contro le zanzare frenata da un ricorso al tribunale

MILANO – A Milano, l’altra sera, centinaia di ospiti per il concerto del tenore Carreras sul tetto del Duomo sono stati tormentati da nugoli di insetti affamati. Niente le ferma. Non l’altezza, a cento metri, tra le guglie della Basilica. Non la disinfestazione avviata dal Comune a metà marzo, con una spesa di oltre 200mila euro. Una lotta scientifica e mirata, dai tombini alle risaie, che però ha rischiato uno stop. Colpa di un bando vinto dalla facoltà di Agraria per il «monitoraggio» (il controllo della popolazione di zanzare durante l’estate) e annullato dal Tar per un ricorso. «Pensare di debellare le zanzare è utopia. Gli interventi sul verde pubblico non possono bastare nelle grandi città. I privati dovrebbero fare la loro parte – spiega Carlo Lozzia, entomologo dell’Università Statale di Milano -. Il monitoraggio, invece, è cruciale per seguire l’andamento della popolazione». È il loro momento. E lo sarà fino ai primi di agosto. Il caldo umido, che toglie le forze a chi resiste in città, accelera la schiusa delle uova: in sei-otto giorni, la larva diventa zanzara. Per ognuna che muore, trecento in media ne nascono. Cattive, mordaci, fastidiose quelle notturne che si risvegliano a partire dal crepuscolo, pericolose le diurne, le zanzare tigre, vettore potenziale di malattie tropicali che tengono in allerta da giorni i servizi di sorveglianza sanitaria in tutto il Paese. È allarme zanzare anche in Emilia Romagna. Per due giorni a Parma, un intero quartiere, dove risiedeva un cittadino risultato positivo alla febbre emorragica Dengue, è stato oggetto di una gigantesca operazione di bonifica, con nebulizzatori. L’obiettivo: azzerare l’intera popolazione di Aedes albopictus, le zanzare tigre appunto, in grado di diffondere il virus. Ed è allarme in Lazio, dove si prevede un aumento del 28% delle zanzare tigre. Mentre il Comune di Genova si affiderà ai chirotteri per contrastarle e introdurrà nei parchi cittadini le batbox, casette per pipistrelli. «Le crepuscolari sono attratte dalla luce e dalle emissioni di anidride carbonica delle persone», aggiunge Lozzia. Cinema all’aperto e concerti nelle Arene sono momenti d’oro per le femmine di zanzara che hanno bisogno «del sangue umano per far maturare le uova prima di deporle», conclude. Ma la vera allerta è per le tigre, che «importate» negli anni Novanta, stando ai parassitologi dell’Istituto superiore di Sanità, oggi rappresentano il 50% della popolazione soprattutto nelle regioni Nord Orientali. Dove nel 2007 diffusero il virus Chikungunya (200 infettati) e la scorsa estate la febbre del Nilo.

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