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La Commissione propone di ridurre la burocrazia e snellire le procedure per i cittadini europei

Il 14 dicembre scorso la Commissione ha adottato due importanti iniziative volte a semplificare la vita di tutti i giorni dei cittadini europei. In primo luogo, nell’intento di eliminare i residui ostacoli alla libertà di circolazione prevista dai Trattati, la Commissione ha proposto diverse opzioni per facilitare il riconoscimento reciproco dei documenti e ha lanciato una consultazione pubblica, aperta fino al 30 Aprile, dei cui risultati terrà conto al momento di definire due proposte legislative che vedranno la luce nel 2013: la prima relativa alla libera circolazione dei documenti, la seconda al riconoscimento reciproco dello stato civile.

Nello stesso giorno la Commissione europea ha proposto di abolire la procedura di exequatur, da tempo superata grazie allo sviluppo del mercato unico europeo e al livello di fiducia reciproca tra gli ordinamenti giudiziari degli Stati membri in materia civile e commerciale. Ciò contribuirà a ridurre la burocrazia nelle controversie transfrontaliere a beneficio di imprese e consumatori e consentirà un risparmio complessivo fino a 48 milioni di euro all’anno, oltre ad agevolare gli scambi transfrontalieri, soprattutto per le piccole e medie imprese (PMI). La novità è parte integrante della profonda riforma del regolamento “Bruxelles I” del 2001. Tale strumento contiene un insieme di norme UE per individuare il giudice competente nelle controversie transfrontaliere e per riconoscere ed eseguire le decisioni giudiziarie in uno Stato membro diverso da quello in cui sono state pronunciate. La riforma mira a potenziare il mercato unico e a ridurre la burocrazia. Inoltre rafforzerà la tutela dei consumatori europei che hanno rapporti commerciali con imprese di paesi terzi, aumenterà la certezza del diritto riguardo agli accordi fra imprese riguardo alla scelta del foro e accrescerà la competitività del settore dell’arbitrato in Europa.

Contesto
Queste iniziative fanno parte di un progetto della Commissione – illustrato nella relazione sulla cittadinanza UE 2010 – volto a rimuovere, per quanto possibile, gli ostacoli burocratici che ostacolano cittadini e imprese. Infatti ancora oggi, malgrado i circa 12 milioni di cittadini europei che vivono al di fuori dal proprio Stato membro di origine, all’interno dell’Unione persistono numerosi ostacoli burocratici alla piena realizzazione della libertà di movimento delle persone. In alcuni Stati membri i cittadini devono ad esempio pagare una tassa per vedere riconosciuti i documenti di nascita, proprietà, matrimonio o decesso; in altri è obbligatoria la traduzione, in altri ancora i cittadini devono attendere a lungo per ottenere un timbro ufficiale. Alcuni Stati membri richiedono documenti che non esistono in altri. Inoltre, sebbene il mercato unico dell’UE offra alle imprese l’accesso a un mercato di 500 milioni di consumatori, solo un quarto dei 20 milioni di PMI si lancia nel commercio transfrontaliero. Da un recente sondaggio emerge che quasi il 40% delle imprese sarebbe più propenso a operare al di fuori del proprio mercato nazionale se le procedure di composizione delle controversie all’estero fossero semplificate. Eliminare gli ostacoli burocratici che generano costi supplementari e pregiudicano la certezza del diritto per le imprese è pertanto un elemento fondamentale del processo promosso dalla Commissione per semplificare la vita di imprese e cittadini.

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