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La cancellazione delle Province verso il primo sì

Il primo mezzo addio (forse) alle province. Le missioni internazionali “di pace” al bivio col decreto a un passo dalla decadenza. Il tentativo di rilanciare la delega fiscale. Il rebus Imu che agita sempre più il Governo delle quasi ex larghe intese più o meno deberlusconizzate. E naturalmente la madre di tutte le leggi, la legge di stabilità 2014, che comincia il suo cammino prevedibilmente tormentato alla Camera. Non sarà la settimana giusta per dormire sonni tranquilli per Enrico Letta e la sua “squadra non squadra” di Governo.

Licenziati cinque giorni fa dal Senato, i 531 commi in un solo articolo della manovra 2014 arrivano in queste ore a Montecitorio. La legge di stabilità dovrebbe approdare in aula (se ce la farà) martedì 17. Col risultato che sotto Natale dovrà fare in fretta e furia ritorno a Palazzo Madama, dato per scontato che i deputati non lasceranno intatto il testo. Non si può escludere così una coda di lavori parlamentari anche dopo il panettone del 24-25 dicembre. Intanto già da questa settimana a Montecitorio scatta la sessione di bilancio, con tutte le commissioni che dedicheranno i lavori proprio alla ex Finanziaria. Sulla quale si entrerà nel vivo delle modifiche in cantiere – anche da parte del Governo – dalla prossima settimana.

Il tutto mentre dopo l’8 dicembre, concluse le primarie del Pd, il Governo si presenterà alle Camere per quella «verifica» della nuova maggioranza che poi significa la richiesta di una nuova fiducia. Come dire che l’accavallarsi delle scadenze politiche potrebbe influire non poco sui tempi – e non solo – della legge di stabilità. Un autentico puzzle, che tra l’altro incorpora, tra i tanti problemi sul tappeto, quello della difficile soluzione del rebus della legge elettorale (si veda l’articolo in alto).

È in questo insieme di tensioni che da oggi le due Camere aprono un’agenda di lavori quanto mai complicata. A Montecitorio approda da questa mattina il Ddl di abolizione delle province, che terrà banco tutta la settimana, con la speranza di inviarlo al Senato, dove però dovrà ricominciare daccapo. Col rischio di slittare all’anno nuovo. Sempre la Camera, in aula, dovrà approvare e inviare di corsa al Senato (scade lunedì 9) il Dl 114 sulle missioni internazionali. Mentre Palazzo Madama è alle prese con i decreti legge di correzione dei conti 2013 (quello sulla seconda rata potrebbe confluire nella legge di stabilità) e sugli enti locali. Ancora al Senato potrebbe rispuntare dalla commissione la delega fiscale. Mentre nulla è dato conoscere circa l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti: dopo il primo sì di Montecitorio, non se ne è saputo più nulla. Chissà se la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, in questi giorni, svelerà il mistero.

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