Questo articolo è stato letto 0 volte

Ires pesante per le assicurazioni

ROMA – Stangata da 234 milioni di euro l’anno sulle imprese di assicurazione. E per il primo appuntamento alla cassa la data è già fissata al prossimo 30 novembre: con il secondo acconto Ires 2010 le società di assicurazione dovranno garantire all’erario non meno di 88 milioni di euro. È quanto prevede l’emendamento alla manovra depositato ieri dal relatore Antonio Azzollini (Pdl). Emendamento in cui hanno trovato posto, oltre al pacchetto sicurezza (si veda il servizio in basso), anche le misure fiscali per imprese e autonomi. Con due novità che arricchiscono il pacchetto chiesto da Confindustria e da Rete Italia Imprese: la possibilità di compensare i crediti vantati dall’imprenditore con la pubblica amministrazioni con eventuali debiti iscritti a ruolo; la possibilità di avviare un’attività con una semplice autocertificazione. Imprese di assicurazioni. Viene fissata nel 10% la quota di indeducibilità delle variazioni delle riserve tecniche obbligatorie del ramo vita. Una misura che, secondo la relazione tecnica che accompagna l’emendamento Azzollini, consentirà «un recupero di base imponibile di circa 850 milioni di euro» cui applicare l’Ires del 27,5 per cento. Il che si traduce con un gettito quantificabile in circa 234 milioni di euro. Debiti Pa. Dal primo gennaio 2011 le imprese in credito con la Pa potranno compensare gli importi attesi con eventuali somme iscritte a ruolo. Il creditore dovrà acquisire la certificazione prevista e utilizzarla per il pagamento totale o parziale delle somme dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo. L’estinzione del debito è condizionata, comunque, alla verifica della certificazione. L’emendamento prevede inoltre che qualora la regione, l’ente locale, o l’ente del Servizio sanitario nazionale non versi all’agente della riscossione l’importo oggetto della certificazione entro 60 giorni, quest’ultimo si potrà rifare con azioni coattive. Inizio attività. Entrano in manovra alcune delle misure annunciate dal governo per la libertà d’impresa. Viene previsto, tra l’altro, che per avviare un’attività d’impresa ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva o nulla osta, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale sarà sostituito da una Scia (segnalazione certificata di inizio attività). I controlli saranno effettuati soltanto «ex-post». Per la piena operatività del processo di semplificazione si dovranno attendere i decreti attuativi. Compensazioni. Sulle compensazioni trovano risposte le richieste delle imprese sulle limitazioni alle compensazioni da applicare in presenza di debiti iscritti a ruolo definitivamente e di importo superiore a 1.500 euro. La correzione interviene sulla nuova sanzione del 50% applicata a queste indebite compensazioni e che ora viene rapportata al valore del debito iscritto a ruolo. Non solo. L’applicazione della sanzione resta sospesa fino al momento in cui sull’iscrizione a ruolo pende la contestazione giudiziale del contribuente. Sospensive e riscossione. L’efficacia delle sospensive concesse dal giudice tributario varrà per la durata del primo grado di giudizio e non più, come prevede il decreto legge n. 78, nel limite perentorio di 150 giorni. Inoltre,l’accertamento diventerà esecutivo dopo 60 giorni dal momento della notifica e non più subito come prevedeva l’articolo 29 della manovra.

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>