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Ipotesi di manovra più leggera

Il fisco, come primo ingrediente della manovra, con una griglia di interventi che spaziano dalla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa (rimodulata in funzione della rivalutazione dei valori catastali e in versione Imu), alla stretta antievasione e all’aumento dell’Iva. Secondo una delle più accreditate ipotesi allo studio, l’incremento potrebbe essere anche di due punti, dal 21 al 23% così da garantire 8,8 miliardi di maggior gettito. Risorse che potrebbero essere utilizzate per incrementare le detrazioni sul lavoro e sulle imprese, a partire dall’Irap. In sostanza, si opererebbe in modo massiccio sullo storico divario che nel nostro paese separa il costo del lavoro sostenuto dalle imprese e l’importo netto che i lavoratori ricevono in busta paga. Il cosiddetto cuneo fiscale, in poche parole.
Si tenta l’accelerazione, e secondo alcune indiscrezioni di fonti parlamentare già domani in Consiglio dei ministri potrebbe esservi una prima ricognizione delle misure in cantiere. L’ipotesi più accreditata è che il via libera al decreto anticrisi del governo Monti si collochi tra la fine della prossima settimana e l’inizio della successiva, così da consentire al presidente del Consiglio di presentare l’intero pacchetto al Consiglio europeo in programma il 9 dicembre. Se questo sarà il timing, all’Eurogruppo di martedì prossimo Mario Monti, nella sua veste di ministro a interim dell’Economia, si limiterà per ora a tracciare le linee guida dell’intera operazione: contenimento del deficit per compensare gli effetti della minore crescita e dell’incremento della spesa per interessi, provvedimenti per la crescita.
L’entità della correzione non è ancora definita nero su bianco. A bocce ferme, la manovra si attesterebbe attorno ai 25 miliardi, per far fronte al peggioramento del ciclo economico e all’incremento degli interessi (è l’effetto spread). Ma non si esclude che alla fine possa bastare una correzione di minore entità, pari a circa un punto di Pil (15-16 miliardi). Monti, nei suoi incontri di due giorni fa a Bruxelles, ha ribadito l’impegno del governo al rispetto dell’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Qualche margine potrebbe aprirsi se si spingesse sul criterio del rispetto del vincolo del deficit strutturale, al netto degli effetti del ciclo economico.
Meccanismo già previsto peraltro fin dalla versione originaria del patto di stabilità, che tuttavia andrebbe”incrociato” con le nuove e più stringenti regole sul fronte del debito e del deficit, previste dalla nuova governance economica europea.
Nell’incontro in programma per oggi con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel si potrebbe anche affrontare la questione della “sospensione” temporanea delle spese per investimenti in settori strategici dal calcolo del deficit. È la golden rule, un vecchio cavallo di battaglia di Monti. Ma non sembrano aprirsi al momento grandi margini al riguardo.
Già domani, nel corso dell’incontro che avrà a Roma con il commissario agli Affari europei, Olli Rehn, Monti comincerà a entrare più nel dettaglio delle misure antideficit. Per quel che riguarda l’Ici, la strada pare ormai sostanzialmente tracciata: si va verso il combinato della rivalutazione delle rendite catastali e sulla reintroduzione dell’imposta abolita dal governo Berlusconi, se pur nella versione anticipata dell’imposta municipale unica, già prevista dal decreto legislativo sul fisco comunale. In sostanza, l’Imu scatterebbe non più nel 2013 ma già dal prossimo anno e sarà estesa alla prima casa di abitazione.
Per quel che riguarda il pacchetto antievasione, l’ipotesi più accreditata prevede un drastico abbattimento della soglia ammessa per i pagamenti in contanti, così da estendere di fatto la tracciabilità dei pagamenti elettronici a gran parte dei versamenti. Si prospetta un limite al contante anti-riciclaggio di 1.000 euro e uno anti-evasione a 300 euro.

GLI INTERVENTI IN CANTIERE
Casa
Si va verso il combinato della rivalutazione delle rendite catastali e reintroduzione dell’Ici sulla prima casa inserendola nell’Imu, imposta municipale unica (già prevista dal decreto legislativo sul fisco comunale) che verrebbe anticipata.
Fisco sul lavoro
Potrebbero essere incrementare le detrazioni sul lavoro e sulle imprese, a partire dall’Irap. Si opererebb sul divario che nel nostro paese separa il costo del lavoro sostenuto dalle imprese e l’importo netto che i lavoratori ricevono in busta paga.
Lotta all’evasione
Abbattimento della soglia ammessa per i pagamenti in contanti, così da estendere di fatto la tracciabilità dei pagamenti elettronici a gran parte dei versamenti. Si prospetta un limite al contante anti-riciclaggio di 1.000 euro e uno anti-evasione a 300 euro.

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