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Internet, l’Europa è ultraveloce

TOLOSA – Internet dallo spazio, ovvero la banda larga in ogni angolo, anche il più remoto, d’Europa sta per arrivare. Battendo sul tempo gli Stati Uniti. Il satellite Ka-Sat che la porterà nelle nostre case è ormai completo nelle camere bianche di Eads-Astrium che l’ha costruito. Restano gli ultimi test (simulazione del vuoto, ecc.) e poi sarà trasferito al poligono di Baykonur, in Kazhakstan, da dove verrà lanciato il prossimo dicembre con un potente razzo russo Proton essendo grande come un container e pesante sei tonnellate. Quindi, con l’inizio dell’anno nuovo, dopo tre mesi di messa a punto, inizierà i servizi di trasmissione. E diventerà uno degli strumenti per soddisfare l’obiettivo stabilito dall’U-nione Europea: larga banda per ogni cittadino europeo a prezzo competitivo entro il 2013. La meta segue un pronunciamento delle Nazioni Unite che nel 2004 definiva Internet, un «diritto umano» da rispettare. «Lo scopo del satellite è quello di integrarsi alle linee digitali terrestri – spiega Jean Francois Fremaux della direzione di Eutelsat che lo gestirà in orbita – perché nelle città la diffusione della banda larga è conveniente via cavo ma appena si esce i costi salgono e diventa competitivo il satellite il quale può arrivare dovunque. Il collegamento delle zone rurali con la fibra richiede, infatti, un costo sei volte superiore che diventa addirittura 14 volte maggiore per le aree più remote». Per alcune zone, inoltre, non ci sarebbe alternativa. «Il 12 per cento delle famiglie italiane è raggiungibile soltanto con il satellite», aggiunge Fabio Valle responsabile Eutelsat della pianificazione. Per questo la società di telecomunicazioni spaziali europea con sede a Parigi «avviava nel 2007 – nota il suo presidente Giuliano Berretta – il progetto del Ka-Sat che era contemporaneamente una sfida tecnologica ed economica perché si stabiliva che il costruttore dovesse realizzarlo rispettando il budget di 350 milioni di euro compreso il lancio. E così è stato». Il balzo tecnologico consiste nell’utilizzo di nuove frequenze più elevate: Ka (20-30 GHz) al posto della banda Ku (12-18 GHz) finora adoperata ma non adeguata ad una piena interattività. Risultato: Ka-Sat è il più potente satellite per telecomunicazioni mai lanciato: per la precisione è 35 volte superiore. La sua capacità di ricetrasmissione (4-10 megabit al secondo) è concentrata su 82 spot, macchie grandi quanto la Lombardia, che coprono insieme l’intera area mediterranea. Il satellite in orbita geostazionaria intorno all’Equatore a 36mila chilometri d’altezza distribuirà il segnale ad una rete terrestre di otto stazioni nella quale è integrato il centro di raccolta dati Skylogic di Torino. Il computer dell’utilizzatore si potrà collegare con un kit composto da un’antenna parabolica di 70 centimetri più un modem del costo complessivo intorno ai 300 euro prodotto da ViaSat. «Il servizio avrà una tariffa mensile di 30-35 euro: dipende se nella cifra è incluso il kit» precisa Valle. A tal fine Eutelsat ha stretto accordi di collaborazione con Telecom, Fastweb e Tiscali e altri distributori minori. Ulteriori servizi possibili con il nuovo veicolo spaziale riguardano servizi tv su scala regionale con costi molto più accessibili rispetto al passato. La tecnologia del Ka-Sat che rimarrà in orbita 15 anni è in grado di ridurre di otto volte il costo per megabit ed è «complementare e non alternativa alle proposte degli operatori terrestri» aggiunge Giuliano Berretta che con le sue origini all’agenzia spaziale europea Esa ha coltivato la passione per le sfide tecnologiche arrivando, appunto, prima del concorrente americano già impegnato sul nuovo fronte. L’anno venturo, infatti, partirà anche ViaSat-1 dell’omonima società Usa.

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