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Indennità d’oro per i sindaci valdostani

«Guardi, io sono stato rieletto a maggio e non so nemmeno quant’è l’indennità; deve essere rimasta ai livelli di cinque anni fa, quando avevo smesso di fare il sindaco, e certo non è bassa». No, non è bassa l’indennità di Paolo Cheney, che come sindaco di Saint Christophe (3.300 abitanti alle porte di Aosta) riceverà poco più di 4.700 euro (lordi) al mese. Qualche decina di chilometri più a Sud, dove lo statuto autonomo cede il passo all’Italia «ordinaria», la stessa poltrona vale quasi il 60% in meno. Cheney (insieme a un’altra decina di suoi colleghi nella Vallée) primeggia in valore assoluto, ma il picco della generosità viene raggiunto dalle regole valdostane a Chamois, 92 anime secondo l’Istat nel 2009 (e 102 oggi secondo il sindaco), dove la legge regionale consente lo stesso tetto massimo: 4.915,53 euro al mese (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Il sindaco Remo Ducly continua a lavorare in funivia, per cui il suo limite si abbasserebbe del 50%: «Anche io sono d’accordo che l’indennità massima per comuni come il mio è abbastanza assurda – spiega -, ma non è mia intenzione prenderla intera». Non ha abbandonato il proprio lavoro (al casinò di Saint Vincent) nemmeno Luca Bianchi, da fine maggio alla guida di Pollein (1.477 abitanti), dove la giunta uscente aveva sfruttato al massimo lo spazio concesso dalla legge regionale alle indennità: «Abbiamo deciso di ridurre la spesa di quasi 40mila euro – sottolinea Bianchi -, ma va considerato che i nostri comuni sono piccoli come numero di abitanti, ma non come territorio». Le cifre in gioco nascono da una regoletta semplice, che fa dei valdostani gli unici sindaci in Italia “parametrati” alle indennità di Montecitorio, per il tramite dei consiglieri regionali. La busta paga massima del sindaco di Aosta è pari a quella di chi siede in regione (8.192,55 euro lordi al mese), gli altri non possono superare il 60% di questa cifra, cioè 4.915,53 euro. Niente male per paesi che contano in media 1.206 abitanti, e che in 26 casi non arrivano a 500 persone. «Vero – ribatte Cheney da Saint Christophe -, ma noi abbiamo anche la comunità montana per gestire i servizi socio-sanitari, l’unione di comuni per l’asilo nido, e per questi organismi non prendo un euro in più». Meno male. Ma non è solo questione d’indennità, perché in Valle d’Aosta lo statuto rende«speciale » un po’ tutti gli aspetti dell’amministrazione locale. Per governare un comune come Valtournanche (2.245 abitanti), per esempio, ci sono cinque assessori (nelle regioni a statuto ordinario con le nuove regole servono almeno 30mila abitanti) da 18mila euro l’anno (24mila il vicesindaco), un segretario comunale (73mila euro l’anno più i premi di risultato); e non bastano, se il municipio quest’anno distribuisce consulenze per 30mila euro.

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