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In vacanza sull’auto blu nei guai il leghista Ballaman

UDINE – In Friuli Venezia Giulia è bufera politica (e giudiziaria) dopo le rivelazioni del quotidiano Messaggero Veneto sull’utilizzo privato dell’auto blu da parte del presidente del consiglio regionale leghista Edouard Ballaman. Lo stesso che, quasi con un colpo di teatro, in primavera aveva rinunciato proprio all’auto blu, limitandosi a percepire un rimborso chilometrico di 3.200 euro mensili. Un dossier dettagliato sui viaggi privati del consigliere – che adesso intende acquisire anche la Corte del conti del Fvg – è stato pubblicato nel dettaglio dal quotidiano friulano: si va dalla prima a Milano del film leghista “Barbarossa” all’accoglie-nza dei parenti all’aeroporto di Venezia i parenti, dalla visita dentistica della moglie ad altri impegni, anche politici della Lega. Circa 70 spostamenti compresi fra il maggio 2008 e il marzo di quest’anno, con autista. Se l’interessato ha “reagito” affermando d’essere sereno e d’aver «dato mandato a un legale affinché si proceda nelle sedi opportune», il fronte politico si è subito schierato. La Lega Nord del Friuli Venezia Giulia «è rimasta basita» e «chiederà al presidente del Consiglio regionale, Edouard Ballaman, di spiegare e giustificare» le notizie che hanno portato la Procura della Corte dei Conti ad aprire un’inchiesta su eventuali danni erariali in rapporto al suo utilizzo dell’auto blu. Così il segretario regionale del Carroccio, Pietro Fontanini (che è anche presidente della Provincia di Udine), il quale ha precisato che «se qualcuno usa male gli strumenti pubblici, risponderà personalmente degli abusi, non il partito». Per la parlamentare europea Debora Serracchiani, segretaria regionale del Pd in Friuli Venezia Giulia, la vicenda «dovrebbe suggerire atti coerenti a tutela della dignità della carica stessa». A suo parere, «chi gridava “Roma ladrona” e inveiva contro gli sprechi della politica oggi a casa sua viene pizzicato con le mani nel vaso della marmellata. Facile sarebbe strumentalizzare questo fatto secondo gli stessi schemi d’urlo e schiamazzo – ha aggiunto la Serracchiani – che abbiamo spesso visto all’opera da parte di alcuni esponenti del Carroccio». Imbarazzo nella maggioranza di centro-destra e fra i compagni di partito. «I miei legali valuteranno come comportarsi», si limita a dire a L’espresso Ballaman. Pordenonese, Ballaman fino all’ultimo aveva sperato, il 21 novembre 2009, che a celebrare le sue nozze con Chiara Feltrin fosse Umberto Bossi: la coppia si era conosciuta proprio a un comizio del “senatur”.

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