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In ritardo la rete con i comuni

Veneto in lieve ritardo sulla media nazionale rispetto alla diffusione della banda larga nei comuni e nell’adozione del Voip: lo rileva l’Osservatorio Between che ha di recente indagato il rapporto fra Ict e pubblica amministrazione. Inoltre, pur presentando un livello di informatizzazione di base, presenza sul web e dotazioni intranet superiore a quello nazionale, rimangono ancora pochi anche in Veneto i comuni in cui l’impresa può interfacciarsi con la Pa totalmente per via telematica: visualizzare online informazioni sui servizi è quasi sempre possibile, ma riuscire a svolgere l’intero procedimento online no. Sul fronte delle diffusione dei servizi online nei siti delle Aziende sanitarie, il Veneto si classifica invece fra le regioni più avanzate d’Italia, ma il reale utilizzo di questi servizi rimane basso. «Alla sanità veneta, cui va riconosciuto l’importante investimento in atto sulle infrastrutture telematiche – spiega Gianni Perbellini, presidente della sezione Servizi innovativi e tecnologici di Confindustria Verona – chiediamo un ulteriore sforzo per migliorare la qualità comunicativa e fornire una lettura interfacciata delle varie strutture e Asl, eliminando i problemi di interrelazione dovuti all’adozione di linguaggi informatici diversi. Abbiamo finalmente condiviso la necessità di arrivare ad anagrafiche dei pazienti che siano comuni a tutto il territorio regionale e il prossimo step è un’unica lingua per la sanità veneta». Non solo: Si Confindustria Verona auspica di arrivare all’omogeneità del linguaggio a livello nazionale almeno per ciò che riguarda il servizio al cittadino. «Per un linguaggio informatico comune a tutte le strutture sanitarie del paese forse è ancora presto – continua Perbellini -; i giusti investimenti in Ict e Tlc possono ad esempio, nel breve termine, mettere l’utente finale nelle condizioni di entrare in possesso con facilità della propria cartella clinica digitale per farsi assistere in qualsivoglia ospedale d’Italia». L’altra grande questione è come trasferire le opportunità fornite dalle nuove tecnologie al cittadino. Di nuovo, anche per la sanità, la carenza di banda larga è un collo di bottiglia cruciale visto che, stando alle elaborazioni di Confindustria Si Veneto su dati Eurostat, la quota di famiglie venete connesse alla banda larga fissa è inferiore alla media nazionale (34,3% contro 34,6%). Enorme potenziale anche per quanto riguarda la scuola: lo sviluppo dei contenuti su piattaforme, l’e-learning e l’open source, la realizzazione di reti di connessione fra le scuole, le biblioteche digitali, le video-conferenze, le relazioni scuola-famiglia, il sostegno ai ragazzi svantaggiati o diversamente abili. Accanto a sempre più scuole venete che hanno un sito web aggiornato, si segnala una tendenza simile a quella sopra riportata per la Pa: a un elevato livello di servizi carattere generale, non corrisponde un standard interattivo altrettanto alto.

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