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In Lombardia prove di fusione per 20 Comuni

Claino e Osteno sono fusi da sempre, ma ora vogliono unirsi a Corrido, Porlezza, Valsolda e Valrezzo. Falloppio chiede di fondersi a Ronago e Uggiate Trevano, Drezzo a Gironico e Parè. I nomi arrivano dalla toponomastica lombarda, comasca in particolare, e fanno parte di un elenco di Comuni che vogliono smuovere la geografia della Regione. Sono 31 in tutto, vogliono dar vita a 11 nuovi municipi e ieri hanno ottenuto il via libera al referendum dalle commissioni della Regione. Se tutte queste mosse riusciranno, sarà un mezzo miracolo, in un Paese che nell’ultimo censimento conta solo 9 Comuni in meno rispetto a dieci anni prima. «C’è fermento – spiega Daniela Maroni, segretario dell’Ufficio di presidenza del Pirellone senza parentele con l’omonimo Governatore, che pure sosteneva in lista – e dobbiamo accelerare l’iter per arrivare in tempo alle amministrative del 2014». In effetti, far sparire 20 Giunte e consigli in una Regione sola sarebbe un bel segnale, magari “oliando” il meccanismo con qualche norma di favore sulla gestione del personale. Sul tema, però, è Roma a dover mettere la testa. 
L’idea, a patto di mantenere i risparmi complessivi, non sarebbe peregrina anche perché, dopo anni di tentativi falliti, qualcosa si muove. In Toscana domenica 6 e lunedì 7 ottobre si vota per 9 ipotesi di fusione, animate da 20 Comuni, e altri 15 sindaci, che vogliono dar vita a 6 nuovi enti, sono in attesa di arrivare alla fase della consultazione. Il 16 giugno scorso si è votato a Castel San Niccolò e Montemignaio (Arezzo), e il 79% dei votanti ha detto «sì» (anche se a Montemignaio, più piccolo, erano più i perplessi che gli entusiasti). 
Altre 5 ipotesi di fusione avevano già affrontato le urne fra 2012 e 2013, ma solo 2 l’avevano spuntate e fra le bocciate è rientrata quella, ambiziosa, dell’Isola d’Elba (otto Comuni, che il 60% degli abitanti ha voluto rimanessero tali).

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