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In Calabria scatta il commissariamento

ROMA – Nuovo scacco del governo sulla sanità al Sud. Oggi il governatore Giuseppe Scopelliti (Pdl) sarà nominato commissario in Calabria. Mentre in Molise sono in bilico le deleghe del commissario e governatore Michele Iorio (Pdl), che s’è pensato di assegnare a un commissario ad acta. Entrambe le decisioni saranno esaminate oggi in consiglio dei ministri, al quale i due governatori sono stati invitati formalmente a partecipare. Per la Calabria la decisione è ormai scontata. Dubbi politici e tecnici ci sono invece sul cambio di passo in Molise anche per le perplessità sollevate da Iorio che in ogni caso non sarà a palazzo Chigi: la decisione del Governo potrebbe essere rinviata. Con la new entry della Calabria – che si aggiunge a Lazio, Campania, Abruzzo e Molise – diventano cinque le regioni commissariate per la spesa sanitaria: come dire che per 15 milioni di italiani, il 20% della popolazione, la sanità è sotto piena tutela governativa. Se però si aggiungono tutte le regioni (altre sei) sottoposte a piani di rientro dai deficit, o prossime ad esserlo, i numeri della sanità locale al guinzaglio salgono a 36,5 milioni di italiani, il 61% della popolazione. Ieri tra l’altro il ministro dell’Economia Giulio Tremonti non ha firmato il piano di rientro della Puglia presentato da Nichi Vendola (Pd) e oggi il governo dovrebbe spostare i termini per la presentazione del programma di risanamento. La scelta di commissariare la sanità in Calabria è in cantiere da mesi. Lo stesso Scopelliti ha sempre fatto capire di non essere affatto contrario, tanto più in una situazione ingestibile con le sole forze (e capacità) locali. I disastri accumulati in Calabria sono clamorosi. A partire dalla pesantissima situazione debitoria, con incertezze perfino nel calcolare disavanzi: le ultime stime al tavolo col governo indicano debiti dal 2006 a fine 2009 per 1,014 miliardi, ma s’è a lungo parlato di uno scoperto da 2 miliardi di euro. Scopelliti da ultimo ha calcolato un rosso da 870 milioni fino al 2008. Dai debiti alle mine sul piano dell’efficienza, il passo è breve. L’elenco individuato anche dal governatore è impietoso, a partire da 20 ospedali con meno di 100 posti letto e 11 «a rischio sicurezza». Intanto gli assistiti fuggono per curarsi: ben 47.147 sono stati i ricoveri fuori regione. Regolarizzare una situazione precipitata nel vortice della dissipazione di risorse in un micidiale combinato disposto di interessi malavitosi, sarà più che una scommessa per la Calabria. Non a caso Tremonti chiede discontinuità assoluta anche con segnali forti di legalità sul territorio, fino all’utilizzo della guardia di Finanza nelle asl. Per il Molise invece il governo ha all’esame per la prima volta la possibilità prevista dal «patto per la salute» di nominare un commis-sario ad acta, in luogo del governatore e commissario Michele Iorio. L’accusa è di non aver prodotto risultati col piano di rientro, e che anzi la situazione è peggiorata. La regione non condivide questa scelta anche sul piano procedurale e lamenta la mancata concessione dei Fas, prima promessi poi negati dal governo, a copertura del debito. Lo scoperto fino al 2009 in Molise era di 59 milioni. Per il Molise ? come per Lazio, Campania e Calabria ? c’è a fine anno il fantasma dell’arrivo delle super addizionali Irpef e Irap.

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