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In bilico le graduatorie per i nuovi impianti «verdi»

Fonte: Il Sole 24Ore

Prosegue la battaglia legale sulla graduatoria della Regione Basilicata riguardante l’accoglimento delle istanze di autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. In ballo ci sono investimenti da 5 miliardi e la produzione di circa 1.500 megawatt. Tutto ha avuto inizio alla fine dello scorso aprile (si veda anche «Il Sole-24 Ore Sud» dell’11 maggio 2011). Il Tar per la Basilicata, in sede cautelare, a seguito del ricorso presentato dalla società Melfi Energia, sospese la graduatoria. Da qui l’appello davanti al Consiglio di Stato presentato dalla Regione e quattro privati, le società Finpower, Boreas, Fri-El e Vis Elettrica. Pochi giorni fa i giudici di Palazzo Spada, in attesa del processo di merito, previsto davanti al Tar lucano alla fine di ottobre, hanno stabilito che «la domanda cautelare in esame merita accoglimento limitatamente alla contestazione della previsione, recata dall’ordinanza appellata, di una sospensione generalizzata degli effetti della graduatoria discendenti dal l’effettuata estrazione a sorte». I legali della Regione e delle quattro società appellanti cantano vittoria: sostengono che il Consiglio di Stato abbia valutato correttamente la procedura adottata dagli uffici regionali e per stilare la graduatoria e i criteri di selezione delle istanti. Diverso il punto di vista di Francesco Di Ciommo, che assiste Melfi Energia, il quale sottolinea che la sospensione decisa innanzi al Tar Basilicata resta a tutti gli effetti in piedi fino alla discussione del merito. «Gli appelli della Regione e di quattro società private – spiega Di Ciommo – sono stati integralmente respinti per quanto riguarda l’asserita improcedibilità dell’istanza della Melfi Energia. Mi riferisco alla questione del plico aperto in seguito ad una caduta accidentale e richiuso dai funzionari regionali. Gli appelli stessi sono stati solo in parte accolti per quanto concerne il sorteggio pubblico effettuato il 15 gennaio scorso. Rispetto al sorteggio, infatti, il Consiglio di Stato ha tenuto a puntualizzare che l’ordinanza sospensiva del Tar Basilicata va riformata “nella sola parte in cui essa dispone una sospensione generalizzata degli effetti della graduatoria discendenti dall’estrazione a sorte”. Gli effetti del sorteggio, pur recuperati in via generale, devono quindi ritenersi ancora sospesi, sino all’udienza di merito del prossimo 20 ottobre, per quanto riguarda l’istanza di autorizzazione unica presentata dalla mia assistita e le istanze incompatibili con questa». Su questo punto risulta inequivocabile un passaggio in cui il Consiglio di Stato afferma che «le esigenze di tutela cautelare delle ragioni della ricorrente in primo grado paiono già adeguatamente salvaguardate dalle rimanenti previsioni della stessa ordinanza del Tar, le quali per converso si presentano corrette e quindi meritevoli di conferma». Questo si legge nel pronunciamento dei giudici massimo grado della giustizia amministrativa. «Il Consiglio di Stato – aggiunge Di Ciommo – ha dunque riconosciuto che le ragioni della ricorrente meritavano e meritano tuttora di essere tutelate in sede cautelare, ma ha contestato al Tar della Basilicata, peraltro solo parzialmente, le modalità con cui tale tutela è stata concessa». La delicata materia delle fonti energetiche rinnovabili è disciplinata in Basilicata dalla legge regionale n. 1 del 2010, con la quale è stato approvato il Piear (Piano di indirizzo energetico ambientale regionale).

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