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Imu verso lo stop della seconda rata

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Diventa sempre più probabile la cancellazione del pagamento della seconda rata Imu. Lo stop – il saldo era previsto a dicembre – potrebbe arrivare sul tavolo del prossimo Consiglio dei Ministri, probabilmente domani, con le coperture indicate giorni fa dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, ovvero l’aumento degli acconti di Ires e Irap su banche e assicurazioni.
La cifra stanziata si aggirerebbe intorno ai due miliardi di euro, ampiamente sufficiente per arrivare all’azzeramento di ogni pagamento relativo all’Imu sulle prime case, a eccezione di quelle di lusso. Resterebbero esclusi dal provvedimento i fabbricati rurali e i terreni agricoli, che nel caso dovranno perciò pagare la rata di dicembre (il costo dell’operazione è stimato sui 400 milioni di euro).
Un’eventualità che ha scatenato la reazione della rinata Forza Italia. Renato Brunetta e Maurizio Gasparri hanno colto la palla al balzo per lanciare la sfida al Ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo. “Spero che il Governo Letta smentirà – ha sollecitato Gasparri -. Il Ministro De Girolamo con il sostegno di noi tutti si era schierata contro questa ipotesi che il mondo dell’agricoltura subirebbe come un affronto, un’ingiustizia, un’inaccettabile penalizzazione. Bisogna pensare al bene dell’Italia, ma la stabilità non può essere il patibolo per alcune categorie. Come potrebbero giustificare, soprattutto gli esponenti che vogliono salvare l’Italia, il pagamento dell’Imu nel comparto agricolo a dicembre?”.
Tono simile quello usato anche da Brunetta: “Pare che la seconda rata Imu non sarà cancellata per gli agricoli. Speriamo che il ministro De Girolamo si batta in Cdm per evitare che ciò accada”, ha scritto il capogruppo della Camera su Twitter. Sullo stesso social network ha risposto a stretto giro la diretta interessata, passata invece al Nuovo centro destra di Angelino Alfano. La De Girolamo ha assicurato il suo impegno, chiedendo una mano agli ex colleghi di partito: “Aiutatemi a difendere gli agricoltori. Le cose giuste non hanno colore e poi – ha sottolineato – noi siamo sempre dalla stessa parte”.
Mentre il trasferimento delle cifre dovute ai comuni dovrebbe avvenire in modo da permettere alle stesse amministrazioni locali di approntare i bilanci, cioè entro il 30 di novembre. I sindaci si trovano di fronte a una pessima notizia, in quanto i comuni che hanno già proceduto all’aumento dell’aliquota, si vedranno corrispondere solo la cifra relativa all’aliquota standard, una mossa che consente all’esecutivo di risparmiare mezzo miliardo di euro.

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