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Imu, corsa a ostacoli traaliquotee rincari sulle seconde case

Parte la corsa al saldo dell’Imu. Scade infatti fra una settimana, lunedì 16 dicembre, il termine per pagare l’imposta per il 2013 per seconde case, negozi e capannoni: in tutto circa 30 milioni di fabbricati. Ma sta per comporsi solo ora il mosaico delle informazioni necessarie per calcolare l’importo giusto da versare. I Comuni devono infatti pubblicare entro oggi sui propri siti internet i regolamenti e le delibere Imu con le nuove aliquote: se non lo fanno, i contribuenti possono pagare basandosi sui valori del 2012. Quest’anno non basta consultare il sito internet del dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia – come l’anno scorso e come dovrebbe essere dal 2014 – ma hanno valore di legge solo i valori pubblicati direttamente sul sito internet di ogni singolo Comune.
La ricerca sui siti comunali va fatta anche perché in molti casi le amministrazioni hanno deciso di aumentare il prelievo. Lo dimostra il monitoraggio fatto dal Caf Acli sulle delibere di circa 7.400 Comuni (su 8.092: mancano i municipi che al 5 dicembre non avevano ancora deciso, Roma in testa). Le aliquote medie per quasi tutti i tipi di immobili sono in salita (si veda il grafico in basso). E le percentuali crescono anche rispetto al monitoraggio già fatto dal Caf Acli qualche settimana fa (si veda Il Sole 24 Ore di lunedì 25 novembre) e basato su oltre 1.900 Comuni. Questo perché gli ultimi atti approvati contengono nuovi rincari: «Le prime a deliberare – spiega il direttore generale del Caf Acli, Paolo Conti – sono in genere le amministrazioni virtuose, mentre i Comuni che aspettano l’ultimo minuto devono fare i conti con problemi di bilancio e aumentano il prelievo».

Chi paga
Andare sul sito del Comune serve anche a stabilire con esattezza «se» si deve versare il saldo. Oltre alla delibera sulle aliquote vanno quindi letti con attenzione i regolamenti sull’Imu 2013, dove il Comune allarga o restringe il perimetro delle situazioni di assimilazione all’abitazione principale. Proprio a partire dalla rata di dicembre (e solo per quella), infatti ai Comuni è concessa la facoltà di assimilare all’abitazione principale (con relativa esenzione dall’imposta) le case date in comodato gratuito ai parenti di primo grado (genitori e figli).
Scelte discrezionali dell’ente locale possono riguardare anche le abitazioni di anziani ricoverati in case di cura, dei residenti all’estero iscritti all’Aire. Con alcuni effetti paradossali. Può infatti verificarsi il caso di un Comune che abbia assimilato all’abitazione principale l’immobile dell’anziano ricoverato solo con una delibera adottata di recente. Nulla è dovuto quindi per il saldo di dicembre. Ma se lo stesso Comune ha alzato l’aliquota per la prima casa, l’anziano, dopo aver usufruito dell’esenzione, potrebbe essere chiamato a versare la cosiddetta Minu-Imu a gennaio (40% della differenza rispetto all’aliquota base).
I circa 23milioni di proprietari di abitazioni diverse da quelle principali sono tutti chiamati al saldo. Se per loro l’aliquota è rimasta invariata – o se sul sito non è ancora presente la delibera 2013 – la cifra dovuta replica esattamente quella versata a giugno. Mentre in caso di rialzi, ora occorrerà versare oltre alla stessa cifra già data in acconto, anche l’intera differenza dovuta in base alla nuova aliquota. Differenza da sottrarre alla rata di saldo nel più inconsueto caso di un ribasso dell’aliquota rispetto al 2012.

Particolare attenzione poi per i proprietari di terreni agricoli. Mentre a giugno tutti i terreni e i fabbricati rurali strumentali erano esenti da Imu, ora, al saldo, l’esenzione si è ristretta e copre solo i terreni agricoli di proprietà o in usufrutto a coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. Gli altri devono pagare (solo) la seconda rata Imu 2013.

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