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Imu cancellata con i maxi-acconti

Il Governo archivia una volta per tutte il capitolo Imu 2013. O almeno ci prova. Approda oggi al Consiglio dei ministri il decreto legge sulla cancellazione della seconda rata dell’imposta municipale 2013 e sulle dismissioni immobiliari. Il testo indicherà la strada da imboccare per abrogare l’appuntamento di metà dicembre con il versamento del tributo comunale 2013 sull’abitazione principale e sugli alloggi popolari. Dall’elenco delle esenzioni, almeno fino a ieri sera, mancavano all’appello terreni e beni strumentali agricoli.

Per i quali, rispetto alla prima rata, i proprietari dovranno tornare alla cassa e versare l’imposta entro il 16 dicembre. Sulle coperture non ci sono problemi, ha confermato ieri ai cronisti lo stesso ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni uscendo dal vertice Italia-Francia. Al netto proprio dei beni agricoli e dei relativi attriti politici che questa decisione si trascina, la cancellazione della seconda rata Imu vale due miliardi che arriveranno subito nelle casse dello Stato, come anticipato su queste pagine, dai maxi acconti Ires e Irap dovuti da banche e assicurazioni e dall’introduzione del nuovo acconto sul risparmio amministrato.

Ma la politica da una parte e i Comuni dall’altra continuano a chiedere al Governo un sforzo ulteriore. In tutto poco meno di 900 milioni. Il Nuovo centrodestra, con la stesso ministro dell’Agricoltura, Nunzia De Girolamo, una parte del Pd e anche Forza Italia a metà del guado tra opposizione e maggioranza, continuano a chiedere l’esenzione di terreni agricoli e beni strumentali agricoli, così come era accaduto in occasione della prima rata. Costo dell’operazione 347,5 milioni di euro. Ma come detto, salvo decisioni collegiali adottate durante il Consiglio dei ministri di oggi, ancora senza copertura.

L’altra partita aperta è quella dei Comuni che, anche ieri incontrando il ministro Saccomanni a via XX settembre, sono tornati a chiedere il rimborso dell’Imu 2013 sulla base delle aliquote 2013 e non sulla base delle aliquote 2012 come prevede il Governo. Anche in questo caso le risorse da recuperare, pari ad almeno 500 milioni, fino a ieri sera non erano coperte dall’Economia. La soluzione potrebbe comunque essere trovata dopo un ulteriore giro di tavolo: mantenendo fermo il fatto che il Governo mette sul piatto due miliardi per cancellare l’Imu sull’abitazione principale ad aliquota base del 4 per mille si potrebbe consentire ai sindaci di chiedere direttamente ai cittadini la differenza tra l’aliquota base del 2012 e quella deliberata nel 2013. Ma, a meno di un mese dalla scadenza del termine e dalla chiamata alla cassa per l’addizionale Tares, questa strada appare più che in salita.

L’altra soluzione potrebbe passare per un rimborso parziale delle somme richieste, magari utilizzando le risorse già versate per la sanatoria sanatoria delle new slot (340 milioni) e su cui il Governo sarebbe comunque pronto a far scattare la clausola di salvaguardia per incassare tutti e 600 milioni attesi dalla chiusura delle liti contabili prevista dal decreto Imu di agosto(si veda il servizio qui sotto).

Il decreto legge che si appresta a varare il Governo prevede, anche in questo caso salvo nuovi ripensamenti, la proroga del termine per gli acconti, almeno per i soggetti che saranno chiamati a versarli in misura maggiorata: il termine del 2 dicembre (la scadenza canonica del 30 novembre cade di sabato) slitta al 16 dicembre. I maxi-acconti per banche e assicurazioni avranno validità biennale, ovvero saranno pari al 127% per l’anno d’imposta 2013 e pari al 128% per l’anno d’imposta 2014. Per chiudere poi il circolo vizioso che si viene a generare con la riduzione di gettito per gli anni successivi, per i primi due mesi del 2015 dovrebbe scattare l’aumento delle accise sui carburanti in misura tale da poter recuperare tra il miliardo e mezzo e i due miliardi di euro.

Una quota (oltre 600 milioni) per cancellare la seconda rata Imu arriverà dall’introduzione dell’acconto sul risparmio amministrato. In sostanza, banche e intermediari finanziari che calcolano e pagano l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e i proventi realizzati dai clienti su titoli e azioni in loro possesso, saranno chiamati ora a versare un acconto pari al 100% di quanto versato da gennaio a novembre 2013.

All’ordine del giorno del Cdm di oggi ci sarà anche il decreto legge con cui si procederà alla rivalutazione delle quote di Bankitalia, mentre slitta a martedì prossimo il Ddl sviluppo collegato alla stabilità.

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