Questo articolo è stato letto 1 volte

Imu 2014, l’emendamento che cancella sanzioni e interessi

imu-2014-lemendamento-che-cancella-sanzioni-e-interessi.jpg

La legge di stabilità 2014 approderà nelle prossime ore alla Camera dei deputati, con il carico di nuove modifiche che andranno a modificare il maxiemendamento approvato alla fine di novembre al Senato.
Questa volta sembra che a Montecitorio i tempi di presentazione in aula verranno tutto sommato rispettati: oggi è la data prevista per la presentazione del testo approvato alla Camera, atto che dovrebbe compiersi in serata o, tutt’al più, domani mattina.
All’interno della nuova legge è certa la presenza di un emendamento molto atteso e di forte attualità: si tratta della scappatoia per coloro che non abbiano versato l’Imu integralmente entro la data ultima di scadenza per la seconda rata 2013, ossia ieri, lunedì 16 dicembre.
Così recita il correttivo approvato dalla Commissione Bilancio di Montecitorio: “Non sono applicati sanzioni e interessi nel caso di insufficiente versamento alla seconda rata dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13 del decreto legge 2011, n. 201, dovuta per il 2013, qualora la differenza sia versata entro il termine di versamento della prima rata, relativa alla medesima imposta, dovuta per l’anno 2014″.
In pratica, con questo emendamento alla finanziaria 2014 i partiti hanno voluto eliminare ogni genere di interessi o sanzioni per coloro che non abbiano provveduto al pagamento completo della seconda rata scaduta proprio ieri e sulla quale son  state applicate le aliquote aggiornate da parte dei comuni che hanno optato per un rialzo.
La mini sanatoria è stata inserita dopo un pressing serrato delle associazioni dei professionisti, in particolare commercialisti e dottori contabili, che lamentavano il venir meno dei presupposti per il corretto funzionamento del rapporto fiscale tra contribuente ed ente riscossore, a seguito delle recenti modifiche al pagamento per le prime case, ora soggetto alla mini Imu di inizio 2014.
Per garantire il margine temporale necessario e dare le dovute informazioni ai proprietari di prime e seconde case su come saldare il dovuto e i vari meccanismi relativi all’imponibilità è stato dunque concesso un margine superiore: secondo le norme vigenti, infatti, non possono essere introdotte scadenze tributarie entro i 60 giorni dal termine ultimo per il pagamento. Una previsione che il recente caos sull’Imu ha violato a più riprese, tra prime, seconde case, quote ridotte e rate piene.
Il termine per rientrare nel pagamento dovuto entro ieri è dunque spostato al prossimo 16 giugno per tutti coloro che abbiano svolto il proprio dovere di contribuenti, lasciando, però, indietro un pezzo del totale a seguito delle modifiche continue alle aliquote imposte dai comuni di residenza.
L’intervallo di tempo concesso con la legge di stabilità, dovrebbe riguardare ben 12 milioni di edifici, situati in oltre 5mila comuni, quelli, cioè, in cui l’aliquota è stata alzata dalla base di partenza del 7,6 per mille. Da ultimo, segnalano gli esperti, per chi invece ieri ha omesso del tutto il pagamento, resta aperta la via del ravvedimento, con la possibilità, a partire dal primo gennaio 2014, di usufruire degli interessi ridotti dal 2,5% all’1%.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>