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Imu 2013, seconda rata: rischio maxi pagamenti dopo le aliquote

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Imu 2013-2014, è allarme per il rischio di veder lievitare i pagamenti. Continua a impazzare il caos attorno alla tassa più chiacchierata, quella che il Governo vuole abolire senza riuscirci, quella che i cittadini non vogliono pagare pur essendo obbligati.
Lunedì scorso tutti i comuni d’Italia hanno definito le aliquote ufficiali per il 2013 – QUI LA LISTA DEI COMUNI DOVE SI PAGHERÀ IL CONGUAGLIO DI GENNAIO– e, intanto, per lunedì prossimo resta fissato il termine di pagamento su seconde case, prime abitazioni di lusso e pertinenze delle dimore non principali.
Insomma, con i proprietari di prima casa ancora sulla graticola di un conguaglio che, se arriverà, sarà pari al 40% del dovuto, secondo quanto stabilito dal decreto sulla copertura approvato lo scorso 27 novembre, anche chi è certo di dover pagare prima di Natale attende con ansia di conoscere l’importo richiesto.
Ora, infatti, si avvicina un altro spettro di fronte ai proprietari di seconde case: non solo l’obbligo di versare la nuova rata secondo le ultime definizioni del proprio comune, ma anche il rischio che queste siano davvero salate per la somma che si sarà chiamati a versare.
Sono oltre 15 milioni i cittadini che, entro lunedì, dovranno saldare il secondo acconto Imu 2013, con oltre 700mila imprese che dovranno adempiere allo stesso obbligo fiscale. Entro il 30 ottobre per i comuni vigeva l’obbligo di aggiornamento delle aliquote Imu, che andavano obbligatoriamente pubblicate sul sito del comune di riferimento entro la data del 9 dicembre. Per gli enti che hanno mancato di soddisfare questi adempimenti, viene applicata l’aliquota 2012.
Benché ancora non si possa disporre delle aliquote ufficiali e definitive per ogni municipalità, emerge come oltre il 20% delle grandi città ha spostato la propria aliquota verso l’alto, dunque mettendo in condizione i contribuenti chiamati alla seconda rata di dicembre, di dover saldare una quota oltre le attese.
Il massimo a cui l’aliquota può essere innalzata, arriva allo 1,06%, quota che potrebbe portare anche a conti salatissimi per i proprietari di abitazioni non principali, addirittura quasi dell’80% più caro rispetto allo scorso mese di giugno. In linea teorica, qualora il Comune, lo scorso anno, abbia optato per una linea più blanda, abbassando le aliquote, per poi riportarle al top a fine 2013, gli aumenti potrebbero essere ancora più elevati.
Novità poco incoraggianti anche per imprese, capannoni e alberghi, che vedranno scattare la crescita dell’importo in base a quanto definito dal decreto Salva-Italia, con il relativo moltiplicatore cresciuto in modo da provocare in automatico un aumento dell’8,33% sul valore catastale calcolato per conoscere l’imponibile. Anche in questo caso, in quelle località dove l’aliquota è stata spinta al massimo, per queste categorie i rincari saranno ancora più corposi.

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