Questo articolo è stato letto 0 volte

Imbarco, diritti a Trapani

Con un vero e proprio colpo di mano, contenuto tra le pieghe del decreto di proroga delle missioni internazionali di pace (il dl n. 107/2011), il governo ha azzerato i fondi dell’addizionale dei diritti d’imbarco destinati a tutti i comuni sedi di aeroporti, per destinarli a Trapani, quale ristoro dei disagi subiti dall’aerostazione di Birgi chiusa al traffico civile per le operazioni militari collegate alla guerra in Libia. Ma i sindaci degli altri comuni che si sono visti scippati dei fondi con il blitz dell’esecutivo non stanno con le mani in mano e preannunciano iniziative che potrebbero sfociare anche in ricorsi alla Corte costituzionale. Nei giorni scorsi, infatti, si è riunito il direttivo dell’Ancai, l’associazione che riunisce i comuni aeroportuali, per esprimere fortissima contrarietà e disappunto per l’azzeramento del fondo destinato ai comuni sedi di aeroporti, istituito dalla legge finanziaria per il 2004. È una norma iniqua che presenta gravi profili di incostituzionalità, ha ammesso Mario Aspesi, sindaco di Cardano al Campo (Va) e presidente dell’associazione, in quanto si interviene su entrate comunque iscritte in entrata nei bilanci comunali già approvati. Il danno finanziario che l’attuazione della norma provocherebbe ai comuni interessati, ha ribadito Aspesi, è insostenibile e si aggiunge ai tagli già contenuti nelle manovre degli ultimi anni, nonché ai limiti e divieti in materia di investimenti infrastrutturali. Il direttivo Ancai ha così lanciato un appello alle forze politiche affinché soprassiedano all’emanazione del Dpcm attuativo della succitata disposizione e intervengano, con il primo provvedimento legislativo utile, per abrogarla o ridurne gli effetti devastanti per i bilanci dei comuni interessati. Nel caso l’invito non sia accolto, i sindaci sono pronti ad una forma di protesta eclatante. Mauro Cerutti, primo cittadino di Ferno (Va), minaccia di incatenarsi fuori dal municipio: «Se non basteranno le parole passeremo ai fatti. Ci stanno mettendo in ginocchio». La soluzione comunque, secondo il senatore Antonio D’Alì, presidente della Commissione territorio di palazzo Madama (che nel 2003 rivestiva la carica di sottosegretario all’interno e fu il padre del fondo, facendolo inserire nel testo della Finanziaria), «si possono prelevare dall’Iva». Il parlamentare assicura che i 10 milioni destinati alla provincia di Trapani, l’unica ad essere danneggiata a seguito delle limitazioni aeree per la guerra in Libia, non sono a rischio. Sulla vicenda, è intervenuto anche il sindaco di Trapani, Domenico Fazio, al quale preme evidenziare «i gravi danni che il territorio trapanese ha subito a seguito del blocco prima totale e poi parziale dell’aeroporto e per l’installazione di una tendopoli, sempre in territorio trapanese». Danni che sono facilmente confutabili. Fazio fa esplicito riferimento ai dati relativi alle disdette da parte dei turisti che avevano scelto Trapani come meta per le loro vacanze.

Fonte: Italia Oggi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>