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Il wi-fi in Italia è finalmente libero!

Finalmente, diciamo noi. Ma non solo noi. Il wi–fi libero era una necessità per tutti. Uffici pubblici, cittadini, Ministeri, enti locali. Tutti. Dal prossimo primo gennaio, infatti, verranno superate le restrizioni al libero accesso alla rete wi–fi contenute del decreto antiterrorismo del 2005 firmato dall’allora ministro Pisanu, dopo gli attentati di Londra. Le restrizioni imponevano ai gestori di internet point ma anche di tutti gli esercizi che mettono a disposizione del pubblico terminali internet, di chiedere al questore la licenza per svolgere l’attivita’. Dall’1 gennaio chi vorra’ collegarsi in rete da un internet point potra’ farlo liberamente, senza la presentazione di un documento di identità e tutte le altre “burocrazie” varie e assortite.

Il Ministro Renato Brunetta – tra i primi, insieme al Ministro Giorgia Meloni, ad aver segnalato l’importanza di procedere a un ripensamento della normativa in materia di connessione ad internet tramite Wi–Fi – ha ovviamente espresso un grande plauso per la decisione assunta in Consiglio dei Ministri di abolire le limitazioni previste dal decreto Pisanu. In questo modo, infatti, si elimina una delle principali restrizioni alle nuove modalità di accesso e fruizione della rete internet e si favorisce la diffusione dei servizi di connessione e informativi per cittadini e turisti. “L’obiettivo di garantire libertà di accesso e sicurezza è raggiunto – ha commentato Brunetta – questo senza gravare il sistema con costi di transazione inutili e sproporzionati”.

“Il mio ministero – si legge invece in un comunicato della Meloni – si batteva da tempo per la cancellazione di una normativa senza eguali nel mondo occidentale. Gli stessi proponenti originari della norma avevano ammesso la scarsissima utilità per il contrasto al terrorismo di questa norma, a fronte di ostacoli molto gravosi per la diffusione del libero accesso alla rete, e dunque per lo sviluppo dell’Italia. Adesso lavoreremo per approvare entro il 31 dicembre nuove norme che possano garantire adeguati standard di sicurezza senza limitare il libero accesso ad internet“.

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