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Il Sistri parte a ottobre per una platea ristretta

Un debutto più volte rinviato da quando, nel 2007, il sistema fu ideato per recepire le indicazioni di Bruxelles. E ora finalmente il Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, è pronto a decollare dopo le proteste delle imprese interessate e i numerosi stop and go che finora ne hanno segnato l’esistenza. «C’è stata una semplificazione e finalmente si parte, gradualmente, ma si parte. L’Italia avrà un sistema di tracciabilità ma non lo farà gravare sulle imprese», ha spiegato ieri il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri che ha approvato il pacchetto sulla Pa.
Il primo step è fissato per il 1° ottobre quando il meccanismo esordirà per i gestori e i trasportatori dei rifiuti pericolosi e non anche per i produttori (interessati solo 17 mila utenti). Che avranno invece tempo fino al 3 marzo del prossimo anno quando scatterà l’estensione, solo se intanto saranno state rese operative le semplificazioni previste dal Governo e concordate con la società affidataria del Sistri, Selex Sema (gruppo Finmeccanica). Se ciò non dovesse avvenire, potrebbe esserci infatti una ulteriore proroga di sei mesi, ma l’esecutivo punta a rispettare la scadenza di marzo. 
Ecco quindi la principale correzione del percorso rispetto agli intendimenti emersi nei mesi scorsi: nessuna estensione del sistema alla generalità dei rifiuti, come aveva annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, nelle scorse settimane. Per gli enti e le imprese intermediarie di rifiuti non pericolosi si mantiene così per il momento il sistema dei registri cartacei affidando a un decreto ministeriale, da adottare entro il 3 marzo, l’individuazione di ulteriori categorie tenute a recepire il meccanismo.
Per la Campania è invece previsto un regime particolare che, si spera, servirà a far superare la situazione di emergenza che attanaglia la regione: la partenza è fissata per il 3 marzo 2014 e la tracciabilità varrà non soltanto per i rifiuti pericolosi ma anche per quelli urbani. 
Con l’intervento messo in campo dall’esecutivo, precisa al Sole-24 Ore il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, «centriamo un duplice obiettivo. Facciamo partire il sistema concentrandolo sulla parte più rilevante dal punto di vista dell’impatto ambientale e, semplificando al massimo il meccanismo, riduciamo l’esborso per gli utenti e le imprese interessate». Un tassello, quest’ultimo, su cui il Mise ha molto insistito venendo incontro alle richieste delle aziende. 
Infine il capitolo sanzioni dove il punto di equilibrio raggiunto prevede una linea più “soft” per le violazioni di carattere formale. «Cerchiamo di stabilire con le imprese – prosegue De Vincenti – un rapporto più friendly prevedendo la possibilità che possano esserci degli errori nella trascrizione delle informazioni ma, laddove poi questi dovessero ripetersi, scatterà ovviamente la sanzione».

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